José Raúl Capablanca il GM cubano

José Raúl Capablanca

José Raúl Capablanca

Di José Raúl Capablanca hanno parlato in molti. Quando si incontra un bambino prodigio, ci si chiede come possa esplicitare il proprio talento, senza un’adeguata esperienza.

Ascoltando le parole di Harry Golombek, le partite di José Raúl Capablanca sono intrise di serenità. Esse hanno una lucida chiarezza cristallina; sono un modello di perfezione non presente in altri Grandi Maestri e sono un prodotto di arte suprema.

Il match per il titolo di Campione Cubano del 1901 ha visto di fronte il 28enne Juan Corzo e il 13enne futuro ambasciatore di Cuba. Corzo era detentore del titolo e per l’astro nascente si è trattato del primo banco di prova negli scacchi professionistici. L’inizio fu traumatico. Come spesso accade quando si difetta di esperienza, si gusta il sapore del tappeto. Sotto 2-0 José Raúl Capablanca dimostrò di aver appreso la lezione, imponendosi con il punteggio di +4 -2 =6.

Sebbene la nostra profondità di pensiero non sia paragonabile a quella del GM cubano, abbiamo oggi, gli strumenti per commentare il gioco dei due antagonisti.

Capablanca bambino
Capablanca goca con suo papà. Il bambino prodigio si allena per affrontare i giocatori più adulti di lui.

Juan Corzo Vs. José Raúl Capablanca

Ottava partita del match

1. e4 e5

A inizio secolo l’apertura del pedone di re era la mossa più giocata. La scuola ipermoderna doveva ancora fare breccia nella elite.

2. Cc3 Cc6

La Partita Viennese andava di moda per sottrarsi al fastidioso controgambetto ideato da Ernst Falkbeer.

3. f4 exf4

Le mosse caratterizzano il Gambetto Viennese.

4. Cf3 g5

Il bianco sottrae alla Regina lo scacco in h4 ed il nero difende il pedone in g5. A inizio secolo vi erano piani che consideravano l’espansione sul lato di re. Come suol dirsi si giocava in una sola porta, il primo che arrivava vinceva. L’evoluzione della strategia scacchistica ha portato alla concezione di pensiero che si poteva giocare anche a due porte. Uno attacca sul lato di donna e l’altro sul lato di re. Incantevole il gioco di colui che è in grado di padroneggiare, nel corso della stessa partita, l’attacco su ambo i lati della scacchiera.

5. h4 g4

I software suggeriscono di contenere lo svantaggio per mezzo di 5. h3 o 5. g3, 5. d4 è la continuazione classica. Se il nero cattura in h4 il suo lato di re sarebbe sbriciolato. Quindi avanza, cosa farà il bianco?

6. Cg5 h6

Il bianco avanza. Consapevole che per l’equino vi sarà una unica opzione.

7. Cxf7 Rxf7

La posizione è denominata Gambetto Hampee-Allgaier-Thorold ed è considerata buona per il nero. Tuttavia è molto insidiosa. José Raúl Capablanca si vantava di non aver mai letto un libro sulle aperture di scacchi. L’esperto Corzo lo sfida, quindi, in un terreno che gli sarebbe dovuto essere, poco famigliare. Come afferma Golombek la scelta strategica fu corretta. Capablanca evitò di giocare la teoria del tempo. Purtroppo per il bianco il nero trovò dei miglioramenti!

8. d4 d5

Komodo suggerisce di continuare la corsa con 8. … f3. L’idea è destabilizzare l’intero lato di re del bianco. Capa gioca una mossa logica, apre la strada per tutti i pezzi. Il bianco avrebbe dovuto mantenere l’equilibrio con 9. Axf4.

9. exd5 De7+

Il bianco recupera il pedone senza curarsi della protezione del proprio re. Il nero passa al controattacco.

10. Rf2 g3+

10. Ae2 avrebbe incocciato in 10. … f3 ed il bianco si sarebbe ritrovato privo di compenso. Colui che è stato il 1° Campione del Mondo ufficiale di scacchi era diventato famoso per la manovra Re2, non stupisce che il re bianco vada a caccia di noie pur di spiazzare i pezzi del nero.

11. Rg1 Cxd4

Capablanca dimostra di aver recepito la lezione dei GM dell’epoca. Restituisce il pezzo e massimizza l’attività di quelli rimasti sulla scacchiera.

12. Dxd4 Dc5 13. Ce2 Db6

Il re bianco è circondato ed ora si minacca 14. … Ac5. Komodo trova 14. b4 ed il nero esce dalla fase di apertura con vantaggio.

14. Dxb6 axb6 15. Cd4 Ac5

Juan Corzo
Juan Corzo ad inizio 1900.

Corzo rovina la struttura pedonale di Capablanca, ma la chiave della posizione è la complicata posizione del re bianco. Il re in g1 si trova sotto la spada di damocle dell’alfire in c5. Il pedone in f4 è quindi difeso in modo indiretto ed il pedone in g3 è un colosso.

16. c3 Ta4

Il nero minaccia 17. … Txd4

17. Ae2 Axd4+ 18. cxd4 Txd4

Il bianco che possiede la coppia degli alfieri si ritrova in posizione persa. La mobilitazione delle truppe fa la differenza. La torre nera tiene sotto scacco l’intera retroguardia del bianco a cui non riesce l’utilizzo delle torri a causa della nefasta posizione del re.

19. b3 Cf6

Il nero gioca naturali mosse di sviluppo e gli sarà sufficiente applicare principi classici per accerchiare il re bianco.

20. Ab2 Td2

Torre in settima.

21. Ah5+ Cxh5

Sacrificio di qualità per mantenere l’iniziativa.

22. Axh8 f3

Sgombero di una casa affinché il cavallo conquisti l’avamposto. Si noti che 22. Tf1 è impedita da 22. … f2+.

23. gxf3 Cf4

Torre e cavallo abbinati al pedone passato costituiscono una titanica arma di attacco.

24. Ae5 Tg2+ 25. Rf1 Tf2+ 26. Re1 Cd3+

Il bianco ha evitato la rete di matto giocando la miglior difesa. Nonostante ciò ha perso un pezzo ed in posizione compromessa ha scelto l’abbandono.

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