Mattin-Laurent Partarrieu e gli scacchi

Mattin-Laurent Partarrieu

Mattin-Laurent Partarrieu

Mattin-Laurent Partarrieu è un pittore basco francese che esegue una sorta di pittura di genere moderno, con uno stile figurativo molto vicino all’illustrazione o al fumetto e con un tema centrato sui costumi tradizionali dei Paesi Baschi, con i suoi sport ancestrali e una certa nostalgia per un passato rurale e preindustriale, sebbene con piccole concessioni alla vita moderna. Partarrieu propone una visione gentile della vita, toccata da un sottile erotismo o almeno da una espressa tensione tra i sessi, in cui non c’è spazio per la violenza o il dramma.

L’artista basco francese ha un gusto speciale per posizionare le sue composizioni in strutture di ristorazione: bar, bistrot, caffetterie, terrazze, pianobar, sono molto comuni nella sua produzione. Fondamentalmente in essi si sviluppano le strategie di seduzione. Questo è il caso del lavoro che mostriamo oggi, dove abbiamo trovato una coppia che gioca a scacchi in un bar che potrebbe benissimo essere a San Juan de Luz.

Emil Filla – Avanguardista di Praga

Emil Filla

Emil Filla

Emil Filla è stato uno dei principali artisti d’avanguardia cechi. Sebbene la maggior parte della sua produzione rientri nella corrente Cubista, ai suoi inizi fu fortemente influenzata da Edward Munch, dalle “bestie” francesi e dagli espressionisti tedeschi del gruppo Die Brücke. I giocatori di scacchi che presentiamo oggi sono stati dipinti nel 1908 e appartengono alla sua opera più espressionista.

Dopo essersi formato con Franz Thiele e Vlaho Bukovac all’Accademia di Belle Arti di Praga, viaggiò molto prima di unirsi ad altri giovani artisti, tra cui Procházka e Kubín, per fondare il gruppo “Osma” (il Gruppo degli Otto) nel 1907.

Conosciuto in ceco come Osma e in tedesco come Die Acht, all’inizio del XX secolo l’Otto era un’associazione artistica all’avanguardia del movimento moderno a Praga. Contribuì in modo determinante allo sviluppo del post-impressionismo, dell’espressionismo e del cubismo nelle terre ceche dell’impero asburgico (Boemia e Moravia), e per prima cosa attirò l’attenzione attraverso le sue mostre del 1907 e 1908. Di composizione bilingue, il gruppo includeva gli artisti Vincenc Beneš, Friedrich Feigl, Emil Filla, Max Horb, Otakar Kubín, Bohumil Kubišta, Willi Nowak, Emil Artur Pittermann-Longen, Antonín Procházka e Linka Procházková.

Per Filla, tuttavia, anche la “pittura marina” di Munch era importante e, pochi anni dopo, l’influenza di El Greco divenne evidente nel suo lavoro. Nel 1909 Emil Filla si unì alla venerabile associazione di artisti secessionisti “SVU Mánes“, ma lasciò nel 1911 per unire le forze con quattordici giovani artisti d’avanguardia fondando “Skupina”, che fu il centro del cubismo ceco fino al 1914.

Emil Filla, che all’epoca lavorava come agente d’arte, si manteneva al passo con le tendenze di Parigi e in Germania, procurando per se stesso e per gli amici riproduzioni dei dipinti di Picasso, Braque e “scultura negra“. Le sculture che ha realizzato in questa fase, come “Relief of a Head”Relief of a Head Emil Filla e “Head of a Man” (1913-14: entrambi nella Galleria Nazionale di Praga),Head of a Man Emil Filla sono, con le opere di Gutfreund, tra le prime sculture cubiste e possono essere classificate come una reazione indipendente al “Fernande”
Fernande Picasso
di Picasso (1909).
Nel 1914 Emil Filla era a Parigi con Gutfreund e conobbe sia Braque che Picasso. Sposò Hana Krejcová e si trasferì con lei ad Amsterdam, dove si unì al gruppo di resistenza anti-Asburgica “Mafia”. Ha intrattenuto uno stretto dialogo con gli astrattisti olandesi e ha chiesto a Theo van Doesburg di lavorare per la rivista “De Stjil“, ma nel 1920 Filla tornò a Praga. Lì partecipò a quasi tutte le esposizioni nazionali con opere che trattavano della figura umana.
Sviluppò quello che chiamò “Animal of the Steppe’s Style” in reazione al fascismo. Ispirato ai rilievi sciti e eseguito in varie tecniche, questo stile evidenzia combattimenti tra uomo e animali o animali che combattono altri animali.

Sopravvissuto a malapena nella seconda guerra mondiale – fu internato a Dachau e Buchenwald – la sua arte non si adattava bene con il realismo socialista, prevalente in tutto il blocco orientale dopo la guerra, quindi si dedicò principalmente all’insegnamento e alla pittura di paesaggi. Durante la prigionia scrisse il libro “On Freedom”.

Nel 1945 i “Mánes” dedicarono la loro prima mostra post-bellica alle opere di Filla. Quell’anno fu nominato professore all’Accademia delle arti applicate di Praga e il governo gli permise di mostrare permanentemente la sua collezione di arte buddista, ceca, africana e italiana al castello di Peruc.
Dopo l’occupazione comunista, trascorse gli ultimi anni della sua vita in pensione, dipingendo paesaggi che rivelavano il suo intenso coinvolgimento per la pittura cinese.

 

Charles Edward Ranken e gli scacchi

Charles Edward Ranken

Charles Edward Ranken

Charles Edward Ranken (5 gennaio 1828 – 12 aprile 1905) era un ecclesiastico della Chiesa d’Inghilterra e un maestro di scacchi britannico. Ha co-fondato ed è stato il primo presidente del Club di scacchi dell’Università di Oxford. È stato anche editore del Chess Player’s Chronicle e autore per il British Chess Magazine. Oggi Charles Edward Ranken è meglio conosciuto come coautore di Chess Openings Ancient and Modern (1889), uno dei primi importanti trattati di apertura in lingua inglese.

Chess Openings Ancient and Modern book

Charles Edward Ranken nacque a Brislington, vicino a Bristol, il 5 gennaio 1828, figlio del Reverendo Charles Ranken Sr. Ha imparato gli scacchi all’età di 12 anni, ma cominciò ha studiare il gioco seriamente mentre frequentava il Wadham College, Oxford University nel 1847-50. Si dedicò particolarmente allo studio di The Chess-Player’s Handbook (1847) di Howard Staunton, un libro che disse “segnò l’inizio di una nuova era nella letteratura degli scacchi inglesi”.

Nel 1867, Ranken divenne vicario a Sandford-on-Thames e visse a Oxford. Lui e Lord Randolph Churchill (il padre di Winston Churchill) fondarono l’Oxford University Chess Club nell’aprile del 1869, con Ranken che divenne il suo primo presidente. Nel 1871, si dimise dal vicariato e si trasferì a Malvern, in Inghilterra, dove rimase per il resto della sua vita.

Carriera Scacchistica

Charles Edward Ranken era un membro di spicco di un gruppo di chierici che giocò un ruolo di primo piano nello scacchismo inglese dell’epoca vittoriana. Oltre a Ranken, questi includevano il reverendo George Alcock MacDonnell, John Owen, William Wayte, Edmund Thorold e Arthur Skipworth. Mike Fox e Richard James osservano che “I parroci inglesi erano un gruppo di persone talentuose, presumibilmente le tranquille parrocchie di campagna del diciannovesimo secolo offrivano il tempo necessario per diventare delle star. Tuttavia, Philip Sergeant nel suo libro A Century of British Chess scrive che: “Egli era un teorico degli scacchi piuttosto che un fervente clericale, e le sue gioie sono arrivate soprattutto nell’analisi”.

Ranken ha giocato in numerosi tornei in Gran Bretagna tra il 1851 e il 1895. Dopo aver lasciato Oxford, ha giocato nella sezione provinciale del grande torneo del 1851 a Londra, terminando secondo dietro a Samuel Boden. Nel 1859, il Chess Player’s Chronicle lo classificò come miglior giocatore inglese al di fuori di Londra. Ha giocato in molti congressi organizzati dalla Counties Chess Association.

Il suo miglior risultato fu nel 1872, quando finì primo nella sezione di prima classe all’8 ° British Counties Chess Association Congress a Malvern con 12 dei 14 punti possibili, davanti a Revs. Thorold (11,5 punti) e Wayte (10,5 punti).

Ha avuto un’altra eccellente performance nel 1881. Vinse il 16 ° Congresso della British Chess Association a Leamington, ottenendo 8 punti su 9, davanti al Revs. Owen (7,5 punti) e Wayte (7 punti).

Nel 1877, vinse il Counties Chess Association handicap tournament a Birmingham.

Al torneo secondario del 1883 a Londra Vizayanagaram,  Ranken ha iniziato bene ma la sua salute ha ceduto dopo la prima settimana. Ha comunque ottenuto 17,5 punti su 25, giungendo 5/6 su 26 giocatori insieme a George H. D. Gossip. Curt von Bardeleben vinse con 21,5 punti; Isidor Gunsberg, che avrebbe perso per poco una partita del Campionato del Mondo 1890-91 con Wilhelm Steinitz, arrivò quarto con 19 punti.

Il torneo più forte in cui Ranken ha giocato è stato il Torneo dei Maestri a Hereford nel 1885. Era un torneo da 11 giocatori che ha visto alcuni dei principali giocatori del mondo. Charles Edward Ranken ha conquistato 3 dei 10 punti possibili, arrivando a parimerito con William Pollock e Thorold, ottenendo l’8°-10° posto. Joseph Henry Blackburne vinse con 8 punti, seguito da Henry Bird ed Emil Schallopp (7,5 punti), George Henry Mackenzie (7 punti) e Gunsberg e James Mason (5,5 punti).

Charles Edward Ranken ha partecipato anche a diverse partite di scacchi per corrispondenza. Ottenne il primo posto nella competizione della British Chess Association nel 1872.

John Owen e gli scacchi

John Owen

John Owen

John Owen ottenne la sua prima istruzione alla Repton School, nel Derbyshire. Nel 1850 si laureò al Trinity College di Cambridge e ricevette il suo M.A. da Cambridge tre anni dopo. Fu ordinato dalla Chiesa d’Inghilterra nel 1851 e prestò servizio come Vicario di Hooton, Cheshire dal 1862 fino al suo ritiro nel 1900.

Il reverendo John Owen giocava con il nome di Alter.

John Owen era sufficientemente forte da giocare contro Paul Morphy o Johannes Zukertort e da battere Adolf Anderseen nella partita giocata a Londra nel 1862.

Owen continuò a giocare frequentemente e spesso con successo nei tornei britannici fino al 1890, ottenendo buoni risultati in diverse partite contro i migliori giocatori britannici, che erano essenzialmente professionisti di scacchi. Non ha mai gareggiato al di fuori delle isole britanniche.

La Difesa Owen, il cui inizio era di moda alcuni anni fa, prende il nome proprio da lui.

Osserviamo come il reverendo abbia resistito all’assalto di Anderseen e come abbia sfruttato l’indecisione del maestro tedesco per colpirlo con un contropiede micidiale.

William Lombardy e gli scacchi

William Lombardy

Willaim Lombardy

William Lombardy è venuto a mancare su questa terra da qualche mese. Il suo talento giovanile poteva essere paragonato a quello di Bobby Fischer. Tuttavia il GM americano preferì consacrare la propria vita alla Chiesa Cattolica piuttosto che alla Dea Caissa.

Nato il 4 dicembre 1937 da madre polacca e padre italiano, Bill Lombardy è cresciuto a Hunts Point nel South Bronx, a New York, dove gli è stato insegnato a giocare a scacchi a 9 anni da un vicino di casa. Presto iniziò a frequentare i club di scacchi in tutta la città, inclusa una visita del 1954 al Manhattan Chess Club, dove incontrò per la prima volta quello che diventerà il suo migliore amico, l’undicenne Bobby Fischer. I due prodigi furono preparati per entrare nella storia degli scacchi dal leggendario coach Jack Collins.

Lombardy visse la propria agorà scacchistica all’ombra di Fischer. Benché potesse ambire a competere allo stesso livello del primo Campione del Mondo di scacchi americano si accontentò di fargli da secondo. Lombardy sembrava molto contento del privilegio di essere un testimone oculare di chi ha trasformato per sempre la storia degli scacchi. Recentemente la loro amicizia è stata immortalata in un film di Hollywood.

Mozart e Salieri

“È un pò come Mozart e Salieri”, ha detto una volta Frank Brady, ex presidente del Marshall Chess Club e biografo di Fischer. “William Lombardy avrebbe potuto essere il più grande della sua generazione se non fosse arrivato Bobby.” E Brady non era lontano dalla verità. Lombardy era più anziano di Fischer di 6 anni e si manifestò per primo sulla scena scacchistica americana. Il suo perentorio 11 su 11 nel Campionato del Mondo U20 lo ha fatto entrare nella leggenda ed il suo record risulta finora imbattuto.

William Lombardy

Nel 1960 nel Campionato del Mondo studentesco fu autore di un’altra mirabolante performance. 11 vittorie e 2 pareggi in prima scacchiera con una prestigiosa vittoria contro il futuro Campione del Mondo Boris Spassky. Ciò permise alla sua squadre di sconfiggere i favoriti sovietici e si assicurò la medaglia d’oro in prima scacchiera. Il povero Boris divenne in tal modo il caprio espiatorio dell’umiliazione patita dalla corazzata dell’Est Europa.

Ciò diede agli americani la loro prima ed unica vittoria della squadra sui sovietici e diede inizio a una rivalità della Guerra Fredda sulla scacchiera che avrebbe sfidato anche quella nello spazio.

Nei campionati statunitensi del 1961 si qualificò agli interzonali di Stoccolma nel 1962. Tuttavia declinò l’invito spianando la strada al successo di Bobby. Ciò pose fine alle sue ambizioni scacchistiche. William Lombardy aveva deciso di fare il grande passo e divenire prete cattolico.

La nuova carriera

Entrò nel seminario nel 1961, fu ordinato nel 1967 e lavorò nel Bronx, ma se  ne andò nel 1973, poichè alcuni pastori senza scrupoli si lamentarono per le sue apparizioni nel mondo delle 64 caselle. Quando lasciò il sacerdozio, si sposò, ebbe un figlio, ma presto divorziò.

William Lombardy

Negli ultimi anni William Lombardy cadde in disgrazia come è accaduto spesso a tanti GM. Fautore di un epoca passata ove i computer non avevano ancora messo piede. Il buon Lombardy si ammalò e nel 2016 balzò agli onori della cronoca per una causa legale intentata dal suo padrone di casa. William non riusciva a pagare gli arretrati dell’affito nell’appartamento di New York. I suoi mattoncini rossi al sesto piano della Stuyvesant Town.

Ha vissuto lì per quasi 40 anni, trasferendosi inizialmente nel 1977 per aiutare a prendersi cura di Jack Collins, il suo ex allenatore. Ma l’ultimo decennio si è rivelato problematico poiché il proprietario voleva sbarazzarsi degli inquilini per edificare un nuovo progetto da svariati miglioni di dollari. Bill è stato uno degli ultimi a lasciare l’edificio, ma non prima di 18 cause giudiziarie e molti altri ricorsi successivi. Poi è stato sfrattato all’inizio del 2016 con arretrati in affitto di $ 27.124,82, che ha strenuamente negato di dover pagare.
La psicologia
Molti hanno commentato che Bill spesso creava  dei muri per se stesso. Avendo una forte volontà era troppo orgoglioso per accettare aiuto quando gli veniva offerto.  Trovandosi senza tetto e con la sua salute afflitta da problemi cardiaci cronici rifiutò le offerte di aiuto e sostegno. Dovette accettarle in seguito solo quando le cose si complicarono ulteriormente e dovette trascorrere mesi in ospedale prima di essere dimesso. Continuò quindi a vivere alla giornata per diverso tempo.
Alla fine accettò l’offerta di un amico, Richard Hack, di rimanere temporaneamente nel suo piccolo monolocale, che si trovava comodamente a mezzo miglio circa dal Mechanics ‘Institute Chess Club. Ciò gli permise di dare qualche lezione e mettersi in tasca circa 1500 $. Invece di pagarsi un hotel preferì dormire nel piano rialzato del Mechanics.
Tuttavia dopo alcuni giorni dovette abbandonarlo e con la sua salute in evidente declino, Bill accettò un’offerta per stare con un altro amico, Ralph Palmeri, a Martinez, in California, dove almeno ebbe un pò di tregua trascorrendo gli ultimi dieci giorni della sua vita nella sua stanza, con un servizio di lavanderia e un frigorifero ben fornito. E lì, il 13 ottobre 2017, è morto pacificamente nel sonno per cause naturali.
Durante la sua vita William Lombardy è stata una persona testarda e riservata. Ha rifiutato in più di una occasione di essere inserito nella Hall of Fame degli scacchi. Ora dopo la sua morte non vi è nulla che possa impedire che venga inserito al fianco del suo amico Robert James Fischer e a molte altre stelle della sua generazione.
Noi preferiamo ricordarlo con una Nimzo-Indiana dove si nota lo stile tipico del Grande Maestro.

Ormond Gigli il fotografo degli artitisti

Ormond Gigli

Xanti Schawinsky vs. Marcel Duchamp

schawinsky duchamp

Il designer, fotografo e pittore svizzero Xanti Schawinsky ha giocato contro Marcel Duchamp a New York in più di una occasione. La foto in bianco e nero è stata scattata nel 1961 dal fotografo Ormond Gigli.

La fotografia a colori è stata scattata nel 1969.

Shawinsky e Duchamp

ORMOND GIGLI è nato a New York City nel 1925. È diventato famoso molto presto. All’inizio degli anni ’50 grazie alle sue fotografie di teatro, celebrità, danza, persone esotiche e luoghi le sue foto furono pubblicate su copertine e sulle pagine delle più famose riviste dell’epoca.

LIFE, TIME, PARIS MATCH, SATURDAY EVENING POST, COLLIERS sono solo alcune delle testate che hanno pubblicato i suoi lavori.

I rivoluzionari ritratti di Gigli includono Sophia Loren (all’età di 21 anni), Anita Ekberg, Marcel Duchamp, John F. Kennedy, Halston, Gina Lollobrigida, Diana Vreeland, Giancarlo Giannini, Marlene Dietrich, Judy Garland, Sir Laurence Olivier, Alan Bates, Richard Burton e molti altri.

 In seguito Gigli si specializzò come regista.

Ormond Gigli aveva la capacità di guadagnare la fiducia dei propri soggetti. Riusciva a metterli a proprio agio – spesso durante complicate, scomode e persino pericolose pose – ciò era importante tanto per la qualità delle foto quanto per la sua finezza tecnica con la fotocamera.

Ormond Gigli

È stato accolto favorevolmente nel backstage di Broadway tanto quanto lo era nelle vite private delle celebrità. Alcune delle fotografie preferite di Gigli erano vincitrici di premi internazionali, come “Girls in the Windows” fotografate nel 1960.

Durante gli anni ’70 e ’80 Gigli si dedicò alla fotografia pubblicitaria, continuando il suo lavoro editoriale.

Come un Grande Maestro i suoi incarichi lo hanno portato in giro per il mondo molte volte.

Oggi le sue fotografie appaiono in importanti gallerie in tutto il mondo.

Chi vuole approfondire la sua conoscenza lo può fare attraverso il suo portale.

Papa Leone XIII e gli scacchi

Papa Leone XIII

Papa Leone XIII

Nel XII secolo si rischiava di essere scomunicati per quello che al giorno d’oggi, in alcuni circoli, sarebbe considerato un comportamento serale normale di propri soci (bicchierini di vino e partitina a scacchi).

I musulmani li proibirono perché i pezzi potevano essere considerati degli idoli.

Gli ebrei bandirono il gioco degli scacchi nel 1332.

Budda lo proibì ancora prima che fosse inventato (non amava i giochi da farsi con la scacchiera).

I cristiani non hanno fatto altro che proibirlo e l’ayatollah Khomeini si è adeguato anche lui.

Oltre a Santa Teresa D’Avila altri eminenti uomini di Chiesa hanno avuto la passione per il gioco degli scacchi.

Il più forte tra i Papi è stato indubbiamente Leone XIII. Egli arrivò sul trono di San Pietro nel 1878.

Sul sito Chess Microbase abbiamo archiviato una brillante partita, giocata quando era solamente il povero Cardinal Pecci.

Si tratta di una partita di Giuoco Piano ed è una miniatura. Ve la lasciamo gustare senza commenti. In modo da allietare la vostra Domenica.

Santa Teresa D’Avila – Scacchi

Santa Teresa D’Avila

Santa Teresa D'Avila Scacchi

Santa Teresa D’Avila  era un appassionata. Abilissima giocatrice. Utilizzava il gioco come mezzo d’istruzione.

Il suo entusiasmo per il gioco la fece proclamare santa patrona degli scacchisti.

Dedicò un intero capito agli scacchi nel suo Cammino della perfezione. In esso pone in relazione lo sviluppo dei pezzi con lo sviluppo delle nostre facoltà per amore divino.

Una sua abitudine l’avrebbe messa in difficoltà con la FIDE: sembra si desse a delle levitazioni involontarie e dovesse attaccarsi a una grata di ferro per non sbattere contro il soffitto. Doveva essere sconcertante per gli avversari.

Un aforisma di Santa Teresa D’Avila che può aiutare il giovane scacchista alla ricerca della perfezione:

Non lamentiamoci dei nostri timori né ci scoraggi vedere la debolezza della nostra natura e dei nostri sforzi.

 

Stallo – nè vinti nè vincitori – legge della savana

Stallo

Faceva fresco nel margine della radura e Tarna, il leopardo, era contento d’essersi coricato dalla parte di sottovento. Da due giorni Benson il cacciatore batteva la pista fresca del leopardo che attraversava un sentiero fangoso vicino al fiume. E vi erano buoni motivi per questo inseguimento, perché da molto tempo i cacciatori del villaggio avevano deciso di mettere fine alle notturne razzie alle loro capre.

Tarna alzò la testa e si guardò attorno, dilatando le narici sensibilissime, pronte ad avvertire odori insoliti.

L’aria era calda ed immobile e Tarna impigriva indolentemente.

Intanto Benson, che aveva scorto il leopardo, aveva fato un lungo giro per una larga via traversa. Ora si trovava a circa mezzo miglio dalla belva e si avvicinava sopravento lungo il letto asciutto del fiume.

Benson sapeva di essere ormai vicino al leopardo ed avanzava molto cautamente.

Improvvisamente si udì uno scricchiolio di rami nel sottobosco, ed una specie di gazzella, le corna allungate sopra il corpo grazioso, attraversò con un balzo il sentiero di Benson e sparì alla sua destra tra l’erba alta.

Benson imprecò tra sé e sé.

Il rumore della gazzella impaurita fece balzare in piedi Tarna, tutto teso ad aspettare.

stallo

Il leopardo ed il cacciatore dovettero scorgersi nello stesso istante, poiché, come Benson sparò, Tarna d’un balzo attraversò la radura, seguendo la traccia che conduceva alla più vicina pozza d’acqua.

Benson corse a gran velocità nella direzione del leopardo e, mentre correva lungo la pista, notò alcune gocce di sangue.

Evidentemente il leopardo era stato ferito e questo lo poteva rendere pericoloso.

Ma ecco che ad un certo punto la pista faceva girare la traccia verso sinistra, diretta al letto del grande fiume. A una decina di metri, dopo un tratto d’erba secca, c’era un canneto, largo poco più di sei metri e lungo forse il doppio; certamente, Tarna era là.

Benson si fermò con le spalle appoggiate ad un albero vicino e sì guardò attorno. Entrare nel canneto sarebbe stato quasi certamente fatale; ebbene, avrebbe aspettato.

Tarna, intanto era furente. Giaceva immobile, col fianco dolorante nel punto in cui la pallottola di Benson gli aveva scavato un solco sanguinoso. Non c’era scelta: doveva starsene dov’era.

Con l’occhio semichiuso sorvegliava Benson, che per contro, non poteva osservare il leopardo, immerso nella più profonda oscurità del canneto.

Cacciatore e cacciato aspettavano, immobili come statue.

Era stallo.

Ma ecco che la scena fu rapidamente avvolta dal crepuscolo tropicale, e Benson si decise ad avviarsi verso casa.

Per questa volta non v’era stato né un vinto né un vincitore, ma entrambi i protagonisti si preparavano ad una nuova partita, per un altro giorno.

 

 

Humphrey Bogart e gli scacchi

Humphrey Bogart era uno scacchista.

Humphrey Bogart

Ne prendiamo notizia da un altro scacchista.

I patiti  del cinema si ricorderanno che la prima inquadratura di Rick (Humphrey Bogart) in Casablanca, ce lo mostra mentre gioca da solo una partita a scacchi. La scena era stata suggerita al regista, Mike Curtiz, dal protagonista stesso, perchè Bogie era anche lui uno scacco-dipendente.

Humphrey, probabilmente il più abile giocatore tra tutte le stelle del cinema, era ossessionato dagli scacchi fin dal tempo della scuola; nei momenti più duri della Grande Depressione, quando i giovani attori in attesa di essere scoperti guadagnavano ancor meno che in tempi normali, Bogie trovò il sistema di arrotondare il bilancio famigliare. In quegli anni viveva a New York, vicino ad un caffè in cui si giocava abitualmente a scacchi, anzi vi era un “esperto” fisso che sfidava i clienti per pochi spiccioli. Il nostro attore batté l’esperto così spesso che il proprietario del locale gli offrì di prenderne il posto. Humphrey Bogart rifiutò, ma facendo questo giochetto a Broadway, modificò sensibilmente il suo standard di vita.

humphrey bogart bacia lauren bacall

Anni e anni più tardi, quando ormai faceva il tutto esaurito a teatro, continuava il giochetto della sfida agli scacchi, solo che le cifre erano ben maggiori. Uno dei suoi biografi narra che Bogart era solito valutare i suoi amici in base alla loro abilità nel giocare a scacchi e a tenere l’alcool.

Lui aveva entrambi i vizietti. Sfortunatamente le uniche sue partite che conosciamo sono delle sconfitte subite contro grandi campioni.

Humphrey Bogart - Paul LimbosEcco qui Humphrey Bogart sul set de La regina d’Africa, che perde col campione belga Paul Limbos, mentre Lauren Bacall e Katharine Hepburn osservano:

La star di Casablanca non l’aveva sempre vinta. Art Buchwald batteva Bogie regolarmente. Anche il più famoso ristoratore di Hollywood, Mike Romanoff, non gliene faceva vincere una, tant’è vero che una volta riuscì a spillargli ben cento dollari, battendolo per venti volte di seguito. Humphrey Bogart incassò lo smacco, ma studiò una terribile vendetta. Chiamò Romanoff e lo sfidò ad un’ultima partita al telefono, per la stessa posta. Mike si sentì già altri cento dollari in tasca e restò intronato quando l’attore lo fulminò in sole venti mosse. Quello che non sapeva era che a fianco di Bogart sedeva Herman Steiner, il campione Usa di scacchi, che fondò il Club scacchistico di Hollywood.