Campionato del Mondo di scacchi femminile 2018

Campionato del Mondo di scacchi femminile 2018 - Ju Wenjun - Tan Zhongyi

Il Campionato del Mondo di Scacchi femminile 2018 si sta svolgendo dal 2 al 20 Maggio in Cina.

Tan Zhongyi detentrice dello scettro conquistato nel 2017 è stata sfidata da Ju Wenjun vincitrice del Fide Grand Prix femminile 2015-2016.

Le prime 5 partite del math si stanno disputando a Shangai. Le successive 5 partite saranno disputate a Chongqing.

Dopo quattro partite la sfidante conduce il match con il punteggio di 2,5 a 1,5.

Partenza choc per la Tan che dopo 3 partite aveva già subito 2 sconfitte.

Analizziamo oggi la quarta partita che ha permesso alla detentrice di accorciare le distanze.

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Smyslov-Korchnoj, Mosca 1952

Oggi analizziamo la partita Vasilij SmislovViktor Korchnoj. La partita è presente nel libro “50 vittorie con il nero” edito da Caissa Italia. Il libro è parte della eredità scacchistica lasciatami dal Maestro Andrea Magalotti.

Nel 1952 Viktor Korchnoj ottenne per la prima volta il diritto a partecipare al Campionato sovietico, una manifestazione che non aveva alcunché da invidiare a qualsiasi altro torneo di Grandi Maestri e che, quanto a combattività, non aveva uguali nell’agone internazionale. Questa partita è il suo esordio in quel campionato. Il suo avversario era un giocatore leggendario, che a diciassette anni nel 1938 era diventato Campione di Mosca e che nel 1957 sarebbe diventato Campione del mondo per un anno vincendo il match contro Mikhail Botvinnik.

50 vittorie con il nero

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Korchnoj Vs. Karpov – Intervista

Korchnoj Karpov

Korchnoj e Karpov si incontrarono nelle Filippine. Era il Campionato del Mondo di Scacchi del 1978.

Ascoltiamo come Karpov definiva gli scacchi:

Per me, gli scacchi sono innanzitutto battaglia. Perciò dò capitale importanza alla parte iniziale“.

Ed ecco cosa dice Korchnoj:

Gli scacchi sono innanzitutto sport. Appunto il lato sportivo mi interessa soprattutto, in questo antico gioco. Nel gioco degli scacchi, la battaglia offre la possibilità di rischiare, di andare coraggiosamente incontro alle complicazioni“.

Prima dell’evento Korchnoj e Karpov rilasciano una conversazione-intervista che riportiamo per amor di cronaca.

Perchè amate gli scacchi?

Questa è la mia vita.

Che domanda! Sono fatti per me.

A che età avete iniziato a giocare?

A 13 anni.

Tra i 4 e i 5 anni. Ma essi non incominciarono ad essere tutto così presto per me; persino nel 1969, quanto diventai campione juniores di scacchi, non lo pensavo.

Qual’è il vostro ideale nel gioco degli scacchi?

Emanuel Lasker.

Può esserlo solo una figura che riunisce in sé doti diverse, come ad esempio R. Capablanca.

Nel gioco è più importante l’improvvisazione o l’analisi?

La sintesi; la forza del giocatore di scacchi consiste nel sapere accostare armonicamente queste qualità.

Dipende dal carattere della posizione.

E’ meglio attaccare o contrattaccare?

Attaccare è facile, se si attacca per primi; il contrattacco è la già la conseguenza dell’attacco.

Spiritualmente sono per il contrattacco, ma se si trasforma in attacco – allora non mi tiro indietro.

Secondo voi qual’è la figura più debole – non calcolando il re?

Non esiste.

Quella che sembra in migliore posizione sulla scacchiera.

Il fantasma dello zeitnot vi tormenta?

Certo, perché quando capita si sbaglia.

No

Credete nel problema di un avversario temibile?

Si, esiste.

No, per ora no.

L’avvenimento più felice della vostra vita?

Korchnoj: La mia prima vittoria al Campionato dell’Urss nel 1960.

Karpov: Spero che sia ancora da venire.

Il più grande dispiacere?

La sfortuna nella finale che designava l’avversario di Spasskij nel 1968.

Non ricordo… Una simile domanda… e solo 30 secondi per pensarci… No, non ricordo. Ecco questo mio primo ritardo nel rispondere è il mio ultimo dispiacere.

Di che cosa vi occupate dopo una sconfitta?

Vado da solo a fare una passeggiata.

Delle stesse cose, dopo una vittoria.

E dopo una vittoria?

Non influisce sul mio comportamento.

Resto al tavolo da gioco ancora un pò e analizzo, ma subito dopo tento di andarmene.

Qual’è stata comunque la partita più difficile?

Probabilmente, la prima partita dei recenti quarti di finale contro Mecking.

L’incontro contro il filippino Torre nel torneo juniores per il campionato del mondo 1969. Avrebbe deciso della mia entrata in finale. Inizialmente la partita mi era favorevole, poi non molto – poi di nuovo favorevole – poi senza speranza… Alla second’ultima partita riuscii a pareggiare.

Immaginate la situazione: la vostra partita finale capita di venerdì 13 e un gatto vi attraversa la strada..

Korchnoj: Un venerdì 13 mi disturba, ma potrebbe anche riguardare il mio avversario. In ogni caso sto lontano dai gatti neri.

Karpov: Il tredici del mese è per me un giorno felice, come ho potuto più volte sperimentare. Quanto ai gatti neri, li evito, non per superstizione, ma per non pensare quel che può accadere se non lo evito.

Credete nella casualità del gioco?

Certamente, se no non eviterei i gatti neri.

Si, nel gioco, specialmente ad alto livello, ci può essere una influenza del caso. Tuttavia, contro il caso e contro il destino si può e si deve lottare.

Vi piace ballare?

Si.

So ballare, ma male, e non mi piace.

Fumate?

Ho smesso nel Febbraio scorso per la prima volta e per sempre.

No, neppure da ragazzo mi piaceva, né lo consiglio a nessuno.

Vi piace bere?

Ora, non bevo.

Un pò nelle grandi feste.

Il vostro piatto preferito?

Il Tvorog, un tipo di ricotta.

I tortellini uralici, che mia madre prepara divinamente.

La stagione?

La Primavera.

L’Inverno e l’Estate. Negli Urali dove sono nato e cresciuto, le altre stagioni dell’anno sono brevi, così mi sono abituato.

Il giorno della settimana?

Il Sabato. Tutti riposano e tutti sono più allegri.

Il Sabato, vigilia della Domenica.

Il mese preferito?

Aprile, la Primavera.

Maggio che ha molte feste. Tra l’altro sono nato in Maggio.

Quali sono i luoghi che vi piacciono di più?

Il lungo-Neva.

Ce ne sono molti. Il lago di Turgojak, nella regione di Celjabinsk, dove andavo coi genitori nei giorni di vacanza. La natura degli Urali è bella quanto i dintorni di Mosca. Fra i luoghi cittadini amo l’Isola di Vasilev e la Prospettiva Kirov a Leningrado, il Cremlino di Mosca; tutta particolare e incomparabile è Parigi…

In quali paesi siete stati?

Quasi in tutti.

Posso dirlo con precisione: in 15.

Dove vorreste andare?

Ho detto “quasi”… Ecco, desidererei andare in Asia, Giappone, Vietnam, Filippine…

Ovunque ci porta il destino degli scacchi e dove non sono già stato.

Qual’è il vostro più lieto ricordo di un viaggio all’estero?

Il capodanno ’56 a Hastings.

Nel 1971 a Portorico. Andammo tutti noi della squadra studentesca su una Volkswagen in spiaggia dove ci scottammo da non poterci più muovere: e si era alla vigilia della finale. Nel torneo c’era un numero dispari di squadre; così una doveva riposare. Sono andato proprio io al sorteggio: ed è toccato proprio a noi di riposare. Così abbiamo potuto rimetterci in sesto.

La materia di studio che è stata o è rimasta per voi la più interessante?

A scuola, la storia. Poi all’università la storia antica.

A scuola, la matematica e la geografia. Ora l’economia politica.

Che cosa sognavate di diventare da piccoli?

Essendo leningradese: marinaio.

A quanto dicono i miei genitori: pilota, e promettevo di far volare tutti.

Che cosa sareste divenuti se non foste stati scacchisti?

Per formazione: storico. E la mia vita non sarebbe stata interessante quanto lo è ora.

Sarei divenuto… scacchista.

Che cosa pensate divengano i vostri figli?

Uno scienziato fisico.

Serve pensare a queste cose?

Nominate la professione a vostro giudizio più interessante.

Lo scienziato. Fa progredire l’umanità.

Il medico.

I vostri divertimenti e hobbies?

Amo ascoltare versi. Mi piace la musica leggera e colleziono dischi e incisioni magnetiche.

Ne ho molti: la filatelia, i libri, gli spettacoli sportivi, il cinema, il teatro. Insomma tutto quello che mi aiuta a giocare bene a scacchi.

Il vostro scrittore preferito?

O’Henry.

Lermontov.

Il film preferito?

Le notti di Cabiria.

L’epopea cinematografica “Liberazione“.

Il cantante o la cantante?

Beniamino Gigli.

Sicuramente più degli altri Muslim Magomaev.

Il libro?

L’uomo che ride di Victor Hugo.

I poemi romantici di Lermontov, le 12 seggiole e il vitellino d’oro di Il’f e Petrov.

Lo sport preferito?

L’atletica leggera.

Come tifoso preferisco gli sport spettacolari. Mi piacciono anche la ginnastica e l’atletica leggera.

E il calcio?

Mi piace solo il bel calcio, ma in genere non ne sono appassionato.

Squadre preferite non ne ho; faccio il tifo per quella che gioca meglio.

Lo sportivo che vi piace di più?

Il pattinatore Aleksandr Zajcev.

Brumel e Botvinnik, uomini che non solo hanno vinto i loro avversari ma anche se stessi.

Vi disturba la popolarità?

Sì, alcuni tifosi di scacchi con le loro molestie mi innervosiscono.

In molti casi sì. Non lasciano in pace.

Quante ore al giorno dedicate agli scacchi?

Dipende dall’umore e quello, a sua volta, dipende dal torneo che c’è in vista. In media mi impegno circa tre ore al giorno.

Dipende da quanto tempo manca per le gare scacchistiche. In genere, si può lavorare in modo proficuo non più di 5 ore al giorno. Dopo di che il lavoro procede con scarso risultato.

Pensate un giorno di fare l’allenatore?

Lo farò senz’altro, ma senza lo zelo che hanno alcuni grandi maestri.

Non ne sono sicuro. E’ un occupazione molto difficile. Non credo di poter diventare un buon insegnante. Molte cose mi sono riuscite con troppa facilità, perciò non credo di poter “sentire” la persona che non sa comprendere ciò che per me è naturale.

Credete che esista il problema dell’avversario difficile?

Sì, un tale problema esiste.

Per adesso non ci credo.

Ha influenza su di voi la reazione del pubblico?

Korchnoj: Di regola no, ma alle volte…

Karpov: Senza dubbio disturba.

E l’atteggiamento dell’avversario?

Succede: certi avversari mi danno sui nervi.

No, non troppo. Però se l’avversario si comporta in modo indecente è una cosa spiacevole.

Qual’è il vostro modo di comportarvi verso l’avversario della gara finale?

Karpov è uno scacchista giovane e di straordinario talento. Ma chissà se la sua fama smisurata gli porterà danno.

Viktor Lvovic è maggiore di me e perciò il mio atteggiamento verso lui dipenderà da quello suo verso me.

Avete molti amici?

Nonostante il mio carattere difficile, di amici ne ho, chissà perché, molti.

Non è una cosa facile trovare un amico e tanto più a uno scacchista. Non ho molti amici, ma spero che quelli che ho siano fedeli e cerco di corrispondere loro nella stessa misura.

Quali sono le caratteristiche che vi piacciono negli uomini?

La coerenza dell’uomo, la dolcezza della donna.

La tenacia negli intenti e l’intelligente audacia, nelle donne la modestia.

E al contrario quali sono per voi le caratteristiche spiacevoli?

La mancanza di princìpi, l’assenza di una posizione propria.

La falsità e la pusillanimità.

Il vostro eroe preferito?

Martin Eden.

L’eroe del nostro tempo.

 

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Restrizione e Blocco – Aaron Nimzowitsch

restrizione e blocco

Dopo avere letto “Il mio sistema” ho proseguito la lettura con “La pratica del mio sistema”.

Ascoltiamo quello che ci propone Nimzowitsch a pagina 55 del suddetto libro.

Mediante la strategia di restrizione e blocco, come con quella di centralizzazione, si possono ottenere ottimi risultati, ed io perciò ne raccomando vivamente l’impiego a tutti i giocatori, senza distinzione di categoria!

E’ sorprendente come spesso accada che un giocatore di categoria inferiore applichi la strategia di blocco con maggiore disinvoltura e spregiudicatezza di un giocatore di prima categoria.

Quanto detto vale specialmente per quanto riguarda la mia specialità: il “sacrificio di blocco”.

In questo caso il giocatore di prima categoria, ormai incanutitosi nella smodata adorazione del vantaggio di materiale, fallisce assai più spesso del modesto apprendista di seconda classe.

Si osservi, a titolo di esempio, la seguente partita, giocata tra due dilettanti di seconda categoria.

Il conduttore del nero, il sig. Karl Jacobsen di Copenaghen, aveva iniziato a giocare da tre mesi ed era stato appena promosso in seconda classe.

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Garry Kasparov Vs. Tigran Petrosian

Garry Kasparov Vs. Tigran Petrosian

Garry Kasparov ha incontrato sempre con il bianco il 9° Campione del Mondo di Scacchi.

Dopo una tranquilla patta a Banja Luka nel 1979, raggiunse una promettente posizione d’attacco nelle successive due partite (Mosca 1981 e Tilburg 1981), ma il sangue freddo di Petrosian in difesa e i problemi legati al tempo gli procurarono due dolorose sconfitte.

Kasparov in seguito seppe regolare i conti adottando un approccio simile a quello dello stesso Petrosian, vale a dire l’impiego di una paziente ma incessante pressione posizionale. Questa sua prima vittoria contro il campione armeno, così come la loro ultima partita a  Niksic 1983, dimostra l’evoluzione di Kasparov tesa a raggiungere uno stile più universale.

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Robert James Fischer – L’immortale e le donne

Robert James Fischer

A volte anche uno scacchista bestemmia.

Per la smania di voler scrivere un articolo in più tale scacchista ha messo in cattiva luce un IMMORTALE.

L’articolo in questione è faziosamente di parte. Dell’intervista è stato riportato uno stralcio. Leggete il libro “La psicologia del giocatore di scacchi” di Reuben Fine. Avrete una visione più approfondita dei concetti espressi e della stessa intervista.

Robert James Fischer è stato un genio e persona onesta che diceva ciò che pensava. Senza peli sulla lingua. Senza sotterfugi. A scapito di risultare antipatico o impopolare.

Con le donne aveva un rapporto legato al Complesso di Edipo. Aveva sofferto quando la madre scelse di risposarsi, quindi alcuni suoi giudizi sono legati al suo malessere.

Una persona furba li avrebbe celati di fronte al grande pubblico, ma il suo ego smisurato e l’amore per la verità lo fanno cogliere in flagrante di fronte ai postumi che ne vogliono strumentalizzare l’opinione.

Che il peccato dello scacchista sia veniale se riconoscerà la sua incompetenza in materia psicologica e saprà porre rimedio al suo scritto che lascio ad altri giudicare se inappropriato e/o inopportuno.

Qualcuno nutre dei dubbi sul fatto che Robert James Fischer avesse almeno difficoltà ad offrire un cavallo di vantaggio a Lisa Lane?

Un elo 2700 cosa può offrire di vantaggio ad un elo 2000 affinchè la partita sia incanalata sui binari di parità?

Abbiamo visto quello che è successo a Magnus Carlsen. Un 2800 contro un 2670.

Inoltre il giudizio di Bobby sulle donne può essere anche mutato nel tempo.

Si è sposato di fatto con Miyoko Watai, il che dimostra che anche il Campionissimo riuscì a trovare una degna Regina.

Non di meno occorre affermare che le donne nel corso del secolo da poco concluso hanno percorso passi da gigante e nel secolo corrente stanno ricoprendo molte cariche pubbliche. E lo stanno facendo in modo degno ed egregio. Quindi la tecnologia ed il progresso ha intaccato anche il loro stile di vita. Poi tutti noi si ama il dolce della nonna. Anche ai fornelli le donne sono da sempre le regine della casa.

Robert James Fischer ha chiuso i suoi giorni di gloria in Islanda.

Vedremo tra qualche anno ciò che la nuova generazione scacchistica femminile sarà stata in grado di produrre al pari del Campione del Mondo di scacchi.

Al momento Hou Yifan guida la classifica FIDE femminile, ma nuove leve si sono affacciate all’orizzonte, il gap può essere colmato.

Il 13 luglio 2004 Robert James Fischer venne arrestato all’aeroporto “Narita” di Tokyo dalle autorità nipponiche per conto degli Stati Uniti d’America, ufficialmente per un passaporto irregolare. Fatto sta che il Governo statunitense non aveva mai perdonato a Fischer l’aver disputato “La rivincita del XX secolo” nel 1992 nell’ex Jugoslavia, allora sotto embargo ONU.

Boris Spasskij, il 10 agosto 2004, scrisse una lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti in sostegno del suo collega:

“Non voglio difendere o giustificare Bobby Fischer. Lui è fatto così. Vorrei chiederle soltanto una cosa: la grazia, la clemenza. Ma se per caso non è possibile, vorrei chiederle questo: la prego, corregga l’errore che ha commesso François Mitterrand nel 1992. Bobby ed io ci siamo macchiati dello stesso crimine. Applichi quindi le sanzioni anche contro di me: mi arresti, mi metta in cella con Bobby Fischer e ci faccia avere una scacchiera.”

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Samuel Reshevsky GM non professionista

Samuel Reshevsky

Samuel Reshevsky aveva otto anni quando cominciò a girare per l’America e per l’Europa, giocando a scacchi con i più forti giocatori dei due mondi. Ed era così bravo, che era anche in grado di giocare più partite contemporaneamente.

Una volta Sammy e il suo impresario incontrarono alla stazione un giocatore americano di nome Edoardo Lasker. Questi disse a Sammy che desiderava chiamare un taxi per andare all’albergo, ripromettendosi, lungo il percorso, di ammirare il paesaggio.

Samuel Reshevsky, al contrario, non dimostrò alcun interesee per questi aspetti turistici, e ad un certo momento chiese a Lasker se sapeva giocare a scacchi senza la scacchiera.

Naturalmente, Lasker rispose affermativamente; allora, Sammy propose senz’altro di giocare alla cieca.

Appena arrivarono all’albergo Sammy si buttò sul letto, e continuò a giocare la sua partita a scacchi come se nulla fosse.

Finalmente Lasker fece in modo di acquisire un decisivo vantaggio; e subito Sammy balzò dal letto e dichiarò:

  • “Ho fame: andiamo a cercare un ristorante dove si possa mangiare qualche cosa di buono!”.
Samuel Reshevsky – Robert James Fischer

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