Intervista al MF Brancaleoni Maurizio

MF Brancaleoni Maurizio

Reduce dalla vittoria nel recente torneo di Sogliano, il MF Brancaleoni Maurizio ha accettato di rispondere ad una breve intervista, durante la pausa alle lezioni di scacchi che fornisce quotidianamente online.

1. A che età hai cominciato a giocare a scacchi?

  • Intorno ai 10 anni.

2. A chi ti ispiri?

3. Qual’è il tuo pezzo preferito?

  • Il mio pezzo preferito è l’Alfiere.

4. Hai una apertura preferita?

5. Che rapporto hai con la sconfitta?

  • Accetto la sconfitta come una tappa del processo di crescita e maturazione, cerco di evitare una sconfitta susseguente alla precedente sconfitta, al costo di accettare talvolta una patta.

6. Cosa sono per te gli scacchi? Gioco-Sport-Arte-Scienza-Altro?

  • Gli scacchi sono uno sport e una scienza, la ricerca dell’armonia se cercare la perfezione è troppo difficile.

7. Preferisci calcolare le mosse o seguire il tuo intuito?

  • Seguo molto il mio istinto, anche se a volte è necessario fare uno sforzo per calcolare linee concrete😎😎

8. Quante ore dedichi agli scacchi ogni settimana?

  • Dedico agli scacchi 35 ore alla settimana.

9. Hai una penna od un oggetto fortunato?

  • Cerco di concentrare la Fortuna nel mio cappellino, che nasconde anche un incipiente calvizie.

10. Nel tuo palmarès quali sono i risultati più prestigiosi e quelli a cui sei più legato?

  • Il titolo a cui sono più legato è la vittoria al Campionato Giovanile Under 16, (disputato a Biella nel 1990), in cui sono stato premiato dall’ex Campione del Mondo di Scacchi Anatoly Karpov. Sono più legato al Campionato Italiano Giovanile.

Ringraziamo il MF Brancaleoni Maurizio per averci dedicato parte del suo tempo libero. Come ricompensa per la sua naturale passione e dedizione al nobil giuoco, gli auguriamo i migliori successi, come ad esempio 3 norme IM.

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Swaminathan Soumya dice no allo hijab obbligatorio

Swaminathan Soumya

Il Maestro Internazionale Sagar Shah ha raccolto il punto di vista di Swaminathan Soumya in merito all’obbligo di indossare l0 hijab nella Coppa delle Nazioni asiatiche 2018.

“I tornei dovrebbero svolgersi in luoghi che sostengono i diritti umani”.

Afferma la WGM Swaminathan Soumya dopo il ritiro dalla Coppa delle Nazioni asiatiche del 2018 a causa di un codice di abbigliamento che richiede alle donne di indossare un hijab. La Coppa delle nazioni asiatiche si terrà dal 27 Luglio al 4 Agosto 2018 ad Hamadan, in Iran. Soumya ha rifiutato di recarsi al torneo perché pensa che il codice di abbigliamento viola i suoi diritti umani. Questa presa di posizione di Soumya, iniziato con un piccolo post su Facebook, è cresciuta fino ad avere una copertura internazionale.

Una delle migliori giocatrici di scacchi in India, ex Campionessa del Mondo Junior, ex Campionessa del Commonwealth e Grande Maestro femminile Swaminathan Soumya ha deciso di ritirarsi dalla Asian Nations Cup 2018 che si terrà in Iran dal 27 luglio al 4 agosto. Il motivo del suo ritiro è che è obbligatorio per le donne indossare uno hijab (o un foulard) se stanno giocando nel torneo.

“Sento che indossare un velo viola i miei diritti umani. Non c’è posto per una regola così esecutiva, specialmente quando si sta praticando uno sport. Nello sport, non c’è posto per codici di abbigliamento religiosi o culturali. Rispetto completamente le persone che vorrebbero indossare un hijab, ma come si fa ad imporlo? “.

Chiede Soumya, che è chiaramente dispiaciuta di non cogliere un’occasione così grande per rappresentare il suo paese.

“Sono profondamente triste per aver perso questa opportunità. Soprattutto perché questi eventi asiatici sono eventi rappresentativi per i tornei di livello mondiale. Mi sentivo molto triste e abbattuta e questo è il motivo per cui ho deciso di scrivere a riguardo “.

Soumya Swaminathan

Nel 2011 Swaminathan Soumya aveva giocato in Iran indossando un velo, all’epoca era una ragazza di 22 anni.

“Quando ho giocato nel 2011 è stata la mia prima esperienza da adulta. Ho imparato qualcosa da quell’esperienza e nel momento in cui sono tornata a casa, ho preso una decisione. Sapevo che a un certo punto ci sarebbe stato un torneo importante che si sarebbe tenuto in Iran che mi avrebbe qualificato e in quel momento ho deciso che non ci avrei giocato se fosse stata applicata una regola per indossare il velo”.

Originaria di Pune, la ventinovenne Swaminathan Soumya ha studiato legge.

“Nel 2011 ero una studentessa di giurisprudenza e questo è il motivo per cui ho pensato a quel modo. Certo, anche i miei valori personali mi hanno aiutato a pensare in questa direzione, ma il mio background legale ha fatto la differenza. ”

Soumya Swaminathan
Swaminathan Soumya fotografata da Lennart Ootes.


Non è la prima volta che vediamo una giocatrice di scacchi che si ritira da un torneo in Iran. Nel 2017, il Campionato del Mondo femminile si è tenuto in Iran e la campionessa nazionale americana Nazi Paikidze ha preso la decisione che non avrebbe giocato nel torneo. Chiedendo a Soumya dell’episodio, ha detto:

“Ho anche firmato la petizione di Nazi Paikidze quando ha deciso di non giocare nel campionato femminile del 2017 e la ho condivisa. Ero completamente d’accordo con la sua decisione. “

Qual è stata la posizione della All India Chess Federation (AICF) su questo tema?

“L’AICF mi ha dato il diritto di scegliere se giocare o meno nel torneo. A loro sono grata per questo. Per quanto riguarda i miei compagni di squadra, non abbiamo avuto una grande discussione su questo argomento. Penso che ogni persona abbia diritto alla sua opinione. E ogni persona può prendere le proprie decisioni in base alle proprie priorità. “

Swaminathan Soumya al torneo di Mosca 2016
Swaminathan Soumya al torneo di Mosca 2016.


Soumya non incolpa nessuno per questa situazione, ma pensa che si debba apportare un cambiamento positivo.

“Penso che l’organo che assegna i tornei e la federazione ospitante che sta organizzando l’evento debbano collaborare insieme per assicurare che i diritti e il benessere dei giocatori siano mantenuti. Spero davvero che in futuro le cose cambino e che si faccia attenzione ai diritti dei giocatori. E sono abbastanza sicura che ciò accadrà. “

 

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Ju Wenjun intervista scacchistica

Ju Wenjun
Ju Wenjun

A Maggio, Ju Wenjun ha giocato un bel match contro Tan Zhongyi per diventare il campione del mondo femminile. Ha condotto le danze dall’inizio alla fine restando in testa per tutta la durata dell’evento. Subito dopo il Campionato del Mondo di scacchi femminile, Ju Wenjun è andata a giocare il campionato cinese. Niklesh Jain e Angela Franco hanno inviato alcune domande alla campionessa del mondo e lei è stata così gentile da condividere i suoi pensieri sul match e molto altro ancora.

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Niklesh Jain: Cosa puoi dirci in merito alla tua avversaria Tan Zhongyi? Come reputi abbia giocato?

Ju Wenjun: Ebbene, conosco Tan Zhonyi fin dagli anni 2000. Abbiamo giocato i campionati nazionali giovanili insieme. Lei è piuttosto talentuosa e sta diventando una stella nel panorama scacchistico cinese. Noi siamo ottime amiche. Penso che sia diventata nervosa a causa dello stress accumulato dovuto alla sua cattiva partenza. Sento che questa non è stata la sua migliore performance. Comunque lei è una guerriera e ha combattuto fino alla fine. Non ho altro che rispetto per la mia avversaria.

Tan Zhongyi
Tan Zhongyi

Come valuti la tua prestazione al Campionato del Mondo? Pensi di aver giocato bene o reputi che la maggior parte delle cose accaduta sia dovuta alla pressione?

Penso che la mia performance sia stata abbastanza buona. Ho avuto un grosso problema al primo turno: – Ho pensato molto in apertura e sono rimasta con solo dieci minuti sull’orologio e con tanti pezzi presenti sulla scacchiera. Mi sono organizzata in qualche modo per pareggiare la partita. Ho capito la mia debolezza consistente nel giocare troppo lentamente e ho iniziato a giocare più velocemente, ho anche iniziato a capire le sue scelte di apertura. Dopo che ho iniziato a gestire bene il tempo i miei risultati sono migliorati e ho condotto il torneo. Quando provo molta pressione o sentimenti negativi ascolto musica o faccio passeggiate con il mio allenatore. Penso che colui che guida il match di solito abbia meno pressione.

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Ju Wenjun con il suo allenatore Ni Hua.

Angela Franco: Quale partita del match è la tua favorita?

La mia partita favorita è la quinta, che ho vinto giocando con i pezzi neri.

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Una visione panoramica della quinta partita del match valida per il Campionato del Mondo di scacchi femminile 2018.

Nella sesta partita sembrava fossi in grado di ottenere il pareggio, tuttavia hai perso, cosa è successo?

Beh, sai che è stata una lunga partita. Ha giocato bene nel finale ed è stata in grado di superarmi. A proposito, non ci sono stati spostamenti di pedine per 40 mosse! Se avessimo fatto altre dieci mosse senza che fosse in grado di darmi scacco matto o senza aver mosso un pedone, avrei avuto l’opportunità di reclamare un pareggio! Non ero sicuro della mia memoria, quindi gli arbitri hanno controllato il formulario e quando ho capito che non c’erano ancora 50 mosse, ho abbandonato!

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Il finale di donne giocato dalle due regine.

Ora che sei la campionessa del mondo femminile, hai la pressione di mantenere il titolo! Chi pensi siano le tue più grandi rivali per questo titolo?

Il prossimo Campionato del Mondo sarà un evento Knock-Out in Russia, verso la fine di quest’anno. In un formato Knockout, può succedere di tutto. Penso che tutte le giocatrici con un punteggio over 2500 abbiano buone possibilità di vincere il titolo mondiale.

Ju Wenjun
Ju Wenjun con il suo assegno da 120000 euro vinto insieme al titolo di Campionessa Mondiale di Scacchi.

Cosa stai programmando per celebrare questa vittoria?

Relax, ascoltare un pò di musica, andare ad uno spettacolo dal vivo se possibile.

Chi è la persona più importante della tua vita che ti ha aiutato a ottenere questo titolo di campionessa del mondo? Inoltre, chi erano i tuoi secondi?

La mia famiglia, i miei amici e le persone che mi hanno sempre assistito e aiutato sono importanti. Ni Hua è il mio allenatore. Abbiamo lavorato ufficialmente insieme dal 2016, ma quando abbiamo saputo che avrei sfidato Tan Zhongyi, abbiamo lavorato molto preparando le sue aperture. Wang Yue è entrato nella mia squadra durante la partita, è un buon amico di Ni Hua e mi ha dato preziosi consigli.

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Il team vincente di Ju Wenjun.

Che suggerimenti puoi fornire alle altre donne per ottenere il livello scacchistico che hai raggiunto?

Essere fiduciosa è giocare a scacchi per piacere. Se avete tempo libero lavorate sugli scacchi!

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Una delle prime medaglie vinte da Ju Wenjun.

Quali sono le cose più rilevanti che hai sacrificato nella tua vita per raggiungere i tuoi traguardi negli scacchi?

Non ho avuto molto tempo per andare a scuola o viaggiare per andare in vacanza o prendermi dei giorni di pausa. Ma penso che vada bene perché giocare a scacchi mi rende più felice che fare qualsiasi altra cosa.

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Ju Wenjun ad appena 10 anni di età.

Com’è stata la tua preparazione tecnica, fisica e psicologica per affrontare la tua forte avversaria?

Durante l’evento, ho fatto appena un pò di preparazione prima della partita e per la maggior parte ho avuto un buon riposo. Volevo solo pensare a niente. Solo giocare a scacchi e rimanere calma!

Quali sono i tuoi prossimi obbiettivi?

Vorrei poter raggiungere 2600 punti elo e forse anche di più. Una volta ho rotto il muro dei 2600, ma ho perso alcuni punti rating all’istante. Ho la sensazione che ora è di nuovo la mia occasione. Spero di poter partecipare a più tornei di alto livello e avere più inviti!

Cosa caratterizza una giornata normale nella vita di Ju Wenjun?

Dipende completamente dal mio umore. A volte posso lavorare da cinque a sei ore. A volte meno di un’ora! Quando stavo giocando il match non mi preparavo molto perché volevo conservare le mie energie per la partita. Qualcosa come una o due ore di preparazione era la mia abitudine prima della partita.

Dopo essere diventata una Campionessa del Mondo, quali cambiamenti personali possiamo vedere nella tua vita? Ju Wenjun si sposerà presto?

Sono ancora io! Amo gli scacchi più che mai. Voglio fare qualcosa per promuovere gli scacchi a Shanghai, in Cina. Per quanto riguarda le mie cose personali, non posso davvero prevederlo. Diciamo 50:50! (sorride)

Sei soddisfatta dell’attuale format del Campionato del Mondo?

Il formato attuale fornisce più possibilità alle giocatrici di diventare Campionessa del Mondo. Riguardo al formato che sia più o meno buono non ci ho veramente dato sufficienti pensieri.

L’ex campionessa del mondo Hou Yifan originaria del tuo paese si è allontanato dal mondo degli scacchi femminili. Cosa vorresti dire a questo riguardo?

Rispetto la sua scelta. Ha avuto le sue ragioni per prendere la sua decisione.

Ju Wenjun Hou Yifan
Ju Wenjun e Hou Yifan impegnate al Sharjah Women’s Grand Prix nel 2014.

Se avessi la possibilità di giocare una serie di partite personali con un forte giocatore di sesso maschile, con chi ti piacerebbe giocare? Chi sceglieresti come tuo avversario?

Certo, mi piacerebbe. Sarebbe una buona opportunità per studiare e acquisire una nuova esperienza. Forse Ding Liren! In Cina è il numero 1 e ha buone possibilità di entrare presto nel club dei 2800!

Ding Liren

In che modo la Cina è in grado di produrre così tante campionesse donne? Qual è la cosa speciale negli scacchi cinesi che la separa dagli altri paesi?

Quando ero giovane andavo a Pechino e vivevo con un sacco di forti giocatori di scacchi nello stesso edificio. Una delle cose molto importanti che accadde là era che i giocatori maschi e femmine avrebbero comunicato e scambiato idee abbastanza spesso. Questo ha aiutato molto. Inoltre, c’erano allenatori forti e giocatori esperti che sarebbero stati sempre pronti a insegnarti qualcosa di nuovo. Penso che sia molto importante creare un buon ambiente per lavorare sugli scacchi e questo lo trovo in Cina.

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Il team femminile cinese alle olimpiadi di Baku nel 2016.

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Korchnoj Vs. Karpov – Intervista

Korchnoj Karpov

Korchnoj e Karpov si incontrarono nelle Filippine. Era il Campionato del Mondo di Scacchi del 1978.

Ascoltiamo come Karpov definiva gli scacchi:

Per me, gli scacchi sono innanzitutto battaglia. Perciò dò capitale importanza alla parte iniziale“.

Ed ecco cosa dice Korchnoj:

Gli scacchi sono innanzitutto sport. Appunto il lato sportivo mi interessa soprattutto, in questo antico gioco. Nel gioco degli scacchi, la battaglia offre la possibilità di rischiare, di andare coraggiosamente incontro alle complicazioni“.

Prima dell’evento Korchnoj e Karpov rilasciano una conversazione-intervista che riportiamo per amor di cronaca.

Perchè amate gli scacchi?

Questa è la mia vita.

Che domanda! Sono fatti per me.

A che età avete iniziato a giocare?

A 13 anni.

Tra i 4 e i 5 anni. Ma essi non incominciarono ad essere tutto così presto per me; persino nel 1969, quanto diventai campione juniores di scacchi, non lo pensavo.

Qual’è il vostro ideale nel gioco degli scacchi?

Emanuel Lasker.

Può esserlo solo una figura che riunisce in sé doti diverse, come ad esempio R. Capablanca.

Nel gioco è più importante l’improvvisazione o l’analisi?

La sintesi; la forza del giocatore di scacchi consiste nel sapere accostare armonicamente queste qualità.

Dipende dal carattere della posizione.

E’ meglio attaccare o contrattaccare?

Attaccare è facile, se si attacca per primi; il contrattacco è la già la conseguenza dell’attacco.

Spiritualmente sono per il contrattacco, ma se si trasforma in attacco – allora non mi tiro indietro.

Secondo voi qual’è la figura più debole – non calcolando il re?

Non esiste.

Quella che sembra in migliore posizione sulla scacchiera.

Il fantasma dello zeitnot vi tormenta?

Certo, perché quando capita si sbaglia.

No

Credete nel problema di un avversario temibile?

Si, esiste.

No, per ora no.

L’avvenimento più felice della vostra vita?

Korchnoj: La mia prima vittoria al Campionato dell’Urss nel 1960.

Karpov: Spero che sia ancora da venire.

Il più grande dispiacere?

La sfortuna nella finale che designava l’avversario di Spasskij nel 1968.

Non ricordo… Una simile domanda… e solo 30 secondi per pensarci… No, non ricordo. Ecco questo mio primo ritardo nel rispondere è il mio ultimo dispiacere.

Di che cosa vi occupate dopo una sconfitta?

Vado da solo a fare una passeggiata.

Delle stesse cose, dopo una vittoria.

E dopo una vittoria?

Non influisce sul mio comportamento.

Resto al tavolo da gioco ancora un pò e analizzo, ma subito dopo tento di andarmene.

Qual’è stata comunque la partita più difficile?

Probabilmente, la prima partita dei recenti quarti di finale contro Mecking.

L’incontro contro il filippino Torre nel torneo juniores per il campionato del mondo 1969. Avrebbe deciso della mia entrata in finale. Inizialmente la partita mi era favorevole, poi non molto – poi di nuovo favorevole – poi senza speranza… Alla second’ultima partita riuscii a pareggiare.

Immaginate la situazione: la vostra partita finale capita di venerdì 13 e un gatto vi attraversa la strada..

Korchnoj: Un venerdì 13 mi disturba, ma potrebbe anche riguardare il mio avversario. In ogni caso sto lontano dai gatti neri.

Karpov: Il tredici del mese è per me un giorno felice, come ho potuto più volte sperimentare. Quanto ai gatti neri, li evito, non per superstizione, ma per non pensare quel che può accadere se non lo evito.

Credete nella casualità del gioco?

Certamente, se no non eviterei i gatti neri.

Si, nel gioco, specialmente ad alto livello, ci può essere una influenza del caso. Tuttavia, contro il caso e contro il destino si può e si deve lottare.

Vi piace ballare?

Si.

So ballare, ma male, e non mi piace.

Fumate?

Ho smesso nel Febbraio scorso per la prima volta e per sempre.

No, neppure da ragazzo mi piaceva, né lo consiglio a nessuno.

Vi piace bere?

Ora, non bevo.

Un pò nelle grandi feste.

Il vostro piatto preferito?

Il Tvorog, un tipo di ricotta.

I tortellini uralici, che mia madre prepara divinamente.

La stagione?

La Primavera.

L’Inverno e l’Estate. Negli Urali dove sono nato e cresciuto, le altre stagioni dell’anno sono brevi, così mi sono abituato.

Il giorno della settimana?

Il Sabato. Tutti riposano e tutti sono più allegri.

Il Sabato, vigilia della Domenica.

Il mese preferito?

Aprile, la Primavera.

Maggio che ha molte feste. Tra l’altro sono nato in Maggio.

Quali sono i luoghi che vi piacciono di più?

Il lungo-Neva.

Ce ne sono molti. Il lago di Turgojak, nella regione di Celjabinsk, dove andavo coi genitori nei giorni di vacanza. La natura degli Urali è bella quanto i dintorni di Mosca. Fra i luoghi cittadini amo l’Isola di Vasilev e la Prospettiva Kirov a Leningrado, il Cremlino di Mosca; tutta particolare e incomparabile è Parigi…

In quali paesi siete stati?

Quasi in tutti.

Posso dirlo con precisione: in 15.

Dove vorreste andare?

Ho detto “quasi”… Ecco, desidererei andare in Asia, Giappone, Vietnam, Filippine…

Ovunque ci porta il destino degli scacchi e dove non sono già stato.

Qual’è il vostro più lieto ricordo di un viaggio all’estero?

Il capodanno ’56 a Hastings.

Nel 1971 a Portorico. Andammo tutti noi della squadra studentesca su una Volkswagen in spiaggia dove ci scottammo da non poterci più muovere: e si era alla vigilia della finale. Nel torneo c’era un numero dispari di squadre; così una doveva riposare. Sono andato proprio io al sorteggio: ed è toccato proprio a noi di riposare. Così abbiamo potuto rimetterci in sesto.

La materia di studio che è stata o è rimasta per voi la più interessante?

A scuola, la storia. Poi all’università la storia antica.

A scuola, la matematica e la geografia. Ora l’economia politica.

Che cosa sognavate di diventare da piccoli?

Essendo leningradese: marinaio.

A quanto dicono i miei genitori: pilota, e promettevo di far volare tutti.

Che cosa sareste divenuti se non foste stati scacchisti?

Per formazione: storico. E la mia vita non sarebbe stata interessante quanto lo è ora.

Sarei divenuto… scacchista.

Che cosa pensate divengano i vostri figli?

Uno scienziato fisico.

Serve pensare a queste cose?

Nominate la professione a vostro giudizio più interessante.

Lo scienziato. Fa progredire l’umanità.

Il medico.

I vostri divertimenti e hobbies?

Amo ascoltare versi. Mi piace la musica leggera e colleziono dischi e incisioni magnetiche.

Ne ho molti: la filatelia, i libri, gli spettacoli sportivi, il cinema, il teatro. Insomma tutto quello che mi aiuta a giocare bene a scacchi.

Il vostro scrittore preferito?

O’Henry.

Lermontov.

Il film preferito?

Le notti di Cabiria.

L’epopea cinematografica “Liberazione“.

Il cantante o la cantante?

Beniamino Gigli.

Sicuramente più degli altri Muslim Magomaev.

Il libro?

L’uomo che ride di Victor Hugo.

I poemi romantici di Lermontov, le 12 seggiole e il vitellino d’oro di Il’f e Petrov.

Lo sport preferito?

L’atletica leggera.

Come tifoso preferisco gli sport spettacolari. Mi piacciono anche la ginnastica e l’atletica leggera.

E il calcio?

Mi piace solo il bel calcio, ma in genere non ne sono appassionato.

Squadre preferite non ne ho; faccio il tifo per quella che gioca meglio.

Lo sportivo che vi piace di più?

Il pattinatore Aleksandr Zajcev.

Brumel e Botvinnik, uomini che non solo hanno vinto i loro avversari ma anche se stessi.

Vi disturba la popolarità?

Sì, alcuni tifosi di scacchi con le loro molestie mi innervosiscono.

In molti casi sì. Non lasciano in pace.

Quante ore al giorno dedicate agli scacchi?

Dipende dall’umore e quello, a sua volta, dipende dal torneo che c’è in vista. In media mi impegno circa tre ore al giorno.

Dipende da quanto tempo manca per le gare scacchistiche. In genere, si può lavorare in modo proficuo non più di 5 ore al giorno. Dopo di che il lavoro procede con scarso risultato.

Pensate un giorno di fare l’allenatore?

Lo farò senz’altro, ma senza lo zelo che hanno alcuni grandi maestri.

Non ne sono sicuro. E’ un occupazione molto difficile. Non credo di poter diventare un buon insegnante. Molte cose mi sono riuscite con troppa facilità, perciò non credo di poter “sentire” la persona che non sa comprendere ciò che per me è naturale.

Credete che esista il problema dell’avversario difficile?

Sì, un tale problema esiste.

Per adesso non ci credo.

Ha influenza su di voi la reazione del pubblico?

Korchnoj: Di regola no, ma alle volte…

Karpov: Senza dubbio disturba.

E l’atteggiamento dell’avversario?

Succede: certi avversari mi danno sui nervi.

No, non troppo. Però se l’avversario si comporta in modo indecente è una cosa spiacevole.

Qual’è il vostro modo di comportarvi verso l’avversario della gara finale?

Karpov è uno scacchista giovane e di straordinario talento. Ma chissà se la sua fama smisurata gli porterà danno.

Viktor Lvovic è maggiore di me e perciò il mio atteggiamento verso lui dipenderà da quello suo verso me.

Avete molti amici?

Nonostante il mio carattere difficile, di amici ne ho, chissà perché, molti.

Non è una cosa facile trovare un amico e tanto più a uno scacchista. Non ho molti amici, ma spero che quelli che ho siano fedeli e cerco di corrispondere loro nella stessa misura.

Quali sono le caratteristiche che vi piacciono negli uomini?

La coerenza dell’uomo, la dolcezza della donna.

La tenacia negli intenti e l’intelligente audacia, nelle donne la modestia.

E al contrario quali sono per voi le caratteristiche spiacevoli?

La mancanza di princìpi, l’assenza di una posizione propria.

La falsità e la pusillanimità.

Il vostro eroe preferito?

Martin Eden.

L’eroe del nostro tempo.

 

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