Corso di scacchi per bambini-livello avanzato-quarta lezione

 

pedoni

Quarta e ultima lezione del corso di scacchi gratuito per bambini di livello avanzato, che in attesa di un interessamento da parte dell’amministrazione comunale di Cattolica si è svolta, regolarmente, nella sede di Radio Talpa.

Davide Caminneci, Gani Sejdi, Alterto Tonti, Nicola Terenzi, Pietro Bugo a cui si è aggregato il consigliere della Accademia Scacchistica “La Regina” hanno partecipato a questa lezione di scacchi interattiva.

Come in occasione della terza lezione di scacchi di livello avanzato il tema del giorno era incentrato sulle strutture pedonali, a tal proposito è bene osservare che al fine di scegliere una corretta strategia di gioco, è fondamentale osservare le catene di pedoni.

I pedoni sono “l’anima degli scacchi” riuscire a carpire i segreti di ogni catena, ci permette di essere in grado di eseguire buone mosse.

Quando, tra i due schieramenti si formano catene in cui i pedoni non possono avanzare, perché sono bloccati da altri pedoni, è buona idea azionare delle “leve”.

Si ottiene una “leva” quando due pedoni sono in reciproca presa.

In tale modo si attacca la catena di pedoni avversari, ciò può essere fatto alla base e/od alla punta.

La freccia formata dalla catena dei pedoni indica in quale zona della scacchiera ci conviene attaccare, poiché in quel settore abbiamo più spazio per manovrare i nostri pezzi, mentre il nostro avversario farà fatica a coordinare in modo adeguato i suoi.

Nella figura del diagramma il nero può azionare due leve:

La prima leva può essere effettuata attaccando la catena di pedoni bianca tramite la spinta del pedone in c5, la seconda leva può essere effettuata tramite la spinta del pedone in f6.

Dal canto suo il bianco dopo avere arroccato può cercare di mettere sotto pressione la casa f5 del nero tramite la spinta del pedone (f), mentre attaccare il pedone d5 tramite la spinta in c4 non è molto saggio, poiché il pedone (c) bianco è più utile come sostegno del pedone d4.

Al bianco conviene sviluppare l’alfiere in d3, da tale posizione punta direttamente contro il pedone h7, una casa potenzialmente debole in vista di un arrocco da parte del re nero; infatti, visto che vi è un pedone in e5, non è al momento possibile spostare un cavallo in f6 (casa dalla quale si difende il punto h7); il nero per contrastare quest’idea del bianco può decidersi ad avanzare il pedone in b6, così dopo Aa6 cercherà di cambiare il pericoloso alfiere nemico. In alternativa può proseguire con il suo piano naturale, spingere il pedone in f6 al fine di cambiare il fastidioso pedone in e5, e riprendere in f6 di cavallo in caso di cattura.

Ogni movimento di pedone crea una debolezza!

Ogni volta che spingiamo in avanti un pedone, creiamo delle debolezze nel nostro schieramento. Se è vero, che un pedone spinto in profondità può arrecare danno al nostro avversario, è altrettanto vero che alle sue spalle lascia delle zone sguarnite, che è bene siano controllate dai nostri pezzi; avanzare i pedoni dell’arrocco è pericoloso, a volte è una necessità per poter controllare alcune case, ma bisogna fare molta attenzione! Se non sapete quale mossa eseguire, pensate bene prima di avventurarvi in una spinta di pedone.

Osserviamo quello che succede in una nota variante della Difesa Siciliana:

Si può notare che il nero ha spinto il pedone (g) del proprio arrocco, ha compiuto una scelta saggia posizionando il proprio alfiere nella casa lasciata sguarnita dal pedone; nonostante ciò, il bianco può approfittare di tale spinta, cercando di portare un pedone in h5, al fine di indebolire l’arrocco avversario.

Per evitare ciò il nero farebbe bene a reagire immediatamente al centro con la spinta di pedone d5, poiché ad un attacco laterale è bene reagire con un attacco al centro, se invece effettua una debole mossa di pedone, ad esempio 9) … – a6 dopo 10) g4 che controlla la casa h5 , il bianco riuscirà a creare un pericolosissimo attacco sull’arrocco nemico, proseguendo con h4 e poi h5; anche l’immediata 10) h5 senza appoggio del pedone (g) è degna di esser presa in considerazione, un sacrificio di pedone che permette di aprire una colonna sull’arrocco nemico, valorizzando la presenza della torre sulla colonna (h).

I pedoni passati devono essere spinti!

Un pedone passato va spinto in profondità, se è sostenuto dai propri pezzi è meglio.

Nel primo diagramma il bianco dopo c4 si crea facilmente un pedone passato.

Ho chiesto ai bambini di valutare la posizione, correttamente, hanno fatto notare che la struttura pedonale del bianco è più compatta e quindi migliore, inoltre un ruolo chiave è giocato dal re bianco, più vicino ai propri pedoni e più attivo, il re nero in casa d’angolo appare inutile.

Dopo 1) c4 – a5; 2) a3 – b6; 3) b4 – axb4; 4) axb4 – Rg1; 5) c5 – bxc5; 6) bxc5 il pedone del bianco giungerà a promozione, mentre quello nero può essere facilmente fermato dal re bianco. I bambini hanno analizzato anche altre varianti, lasciamo ai lettori il piacere di scoprirle.

Nel secondo diagramma si può notare che dopo la spinta del pedone nella casa d7, il nero sarà costretto ad immolare il cavallo sul pedone altrimenti il questi giungerà sull’ottava traversa, causando danni ben peggiori! La posizione ci permette di capire quanto sia pericoloso il pedone sulla settima traversa!

1) d7, se il nero non cattura ora il pedone con Cxd7, e gioca ad esempio 1) … – a5; il bianco prosegue con 2) d8 =  D+ – Txd8; 3) Dxd8+ – Ce8; 4) Dxd8 #

Il corso di scacchi per bambini si è concluso con una partita in consultazione:

Gani Sejdi coaudiuvato da Claudio Bonelli ha sfidato Nicola Terenzi, Pietro Bugo e Alberto Tonti.

Nel 2018 il corso di scacchi gratuito assumerà una nuova veste e sarà allargato a tutti gli esordienti non in possesso di elo FIDE superiore a 1440.

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