Il mio sistema – Aaron Nimzowitsch

il mio sistema

Su Torre e Cavallo del mese di Marzo il Maestro Riccardo del Dotto propone un interessante articolo sugli avamposti.

Nella prefazione alcuni GM bollano il Mio Sistema di Aaron Nimzowitsch come carta straccia.

L’avvento dei nuovi software sta rivoluzionando anche alcune idee di apertura.

La tattica ora la fa da padrona. Alcune idee ritenute troppo all’avanguardia sono ora giocabili.

Tuttavia ci sono principi intramontabili. Nimzowitsch ci ha permesso di perfezionare il gioco strategico.

Traiamo quindi da “Il mio sistema” alcune chicche che devono essere di dominio pubblico.

LA CATENA DI PEDONI

Dopo 1.e4 e6 2. d4 d5 3. e5 si è formata una catena di pedoni del Bianco e del Nero. I pedoni d4, e5, e6 e d5 sono i singoli elementi della catena; il pedone d4 deve essere considerato come base o piede della catena del Bianco, mentre al Pedone e6 spetta un ruolo analogo nella catena del Nero.

Chiamiamo quindi base l’elemento più basso della catena, sul quale poggiano tutti gli altri. Ogni catena di pedoni bianco-nera, e cioè una fila in diagonale di pedoni bianchi e una di pedoni neri appoggiate l’una sull’altra, divide la scacchiera in due metà, diagonalmente.

Catena di pedoni A

Catena di pedoni B

 

Siamo già a conoscenza della corretta strategia di gioco in presenza di una catena di pedoni.

Questo tipo di catene pedonali si possono verificare nel corsa della Difesa Francese o in caso di una Difesa Est-Indiana. Tali aperture sono intessute da temi tattici e strategici. Tutti orientati alla valorizzazione della propria catena pedonale.

Il nome di Nimzowitsch è sempre stato sinonimo, nel mondo scacchistico, di originalità e stravaganza. Questo sia per la sua personalità inquieta e ribelle, sia per il suo stile di gioco, estremamente rivoluzionario per i suoi contemporanei e ancor oggi stupefacente per la ricchezza di idee spesso paradossali.

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Buona Pasqua a tutti i follower

Buona Pasqua

 A.S.D. Accademia Scacchistica “La Regina” vi porge i più cordiali auguri di Buona Pasqua.

Che dalle vostre uova spuntino fuori alfieri e cavalli e che le vostre torri siano i vostri coniglietti portafortuna.

Re e Regina proseguono a braccetto in attesa dell’arrivo di un impavido pedone.

La lunga strada verso la gloria sarà irta di trabocchetti. Ma chi non ha paura di percorrerla tutta avrà in regalo il dono più meraviglioso.

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Stallo – nè vinti nè vincitori – legge della savana

Faceva fresco nel margine della radura e Tarna, il leopardo, era contento d’essersi coricato dalla parte di sottovento. Da due giorni Benson il cacciatore batteva la pista fresca del leopardo che attraversava un sentiero fangoso vicino al fiume. E vi erano buoni motivi per questo inseguimento, perché da molto tempo i cacciatori del villaggio avevano deciso di mettere fine alle notturne razzie alle loro capre.

Tarna alzò la testa e si guardò attorno, dilatando le narici sensibilissime, pronte ad avvertire odori insoliti.

L’aria era calda ed immobile e Tarna impigriva indolentemente.

Intanto Benson, che aveva scorto il leopardo, aveva fato un lungo giro per una larga via traversa. Ora si trovava a circa mezzo miglio dalla belva e si avvicinava sopravento lungo il letto asciutto del fiume.

Benson sapeva di essere ormai vicino al leopardo ed avanzava molto cautamente.

Improvvisamente si udì uno scricchiolio di rami nel sottobosco, ed una specie di gazzella, le corna allungate sopra il corpo grazioso, attraversò con un balzo il sentiero di Benson e sparì alla sua destra tra l’erba alta.

Benson imprecò tra sé e sé.

Il rumore della gazzella impaurita fece balzare in piedi Tarna, tutto teso ad aspettare.

stallo

Il leopardo ed il cacciatore dovettero scorgersi nello stesso istante, poiché, come Benson sparò, Tarna d’un balzo attraversò la radura, seguendo la traccia che conduceva alla più vicina pozza d’acqua.

Benson corse a gran velocità nella direzione del leopardo e, mentre correva lungo la pista, notò alcune gocce di sangue.

Evidentemente il leopardo era stato ferito e questo lo poteva rendere pericoloso.

Ma ecco che ad un certo punto la pista faceva girare la traccia verso sinistra, diretta al letto del grande fiume. A una decina di metri, dopo un tratto d’erba secca, c’era un canneto, largo poco più di sei metri e lungo forse il doppio; certamente, Tarna era là.

Benson si fermò con le spalle appoggiate ad un albero vicino e sì guardò attorno. Entrare nel canneto sarebbe stato quasi certamente fatale; ebbene, avrebbe aspettato.

Tarna, intanto era furente. Giaceva immobile, col fianco dolorante nel punto in cui la pallottola di Benson gli aveva scavato un solco sanguinoso. Non c’era scelta: doveva starsene dov’era.

Con l’occhio semichiuso sorvegliava Benson, che per contro, non poteva osservare il leopardo, immerso nella più profonda oscurità del canneto.

Cacciatore e cacciato aspettavano, immobili come statue.

Era stallo.

Ma ecco che la scena fu rapidamente avvolta dal crepuscolo tropicale, e Benson si decise ad avviarsi verso casa.

Per questa volta non v’era stato né un vinto né un vincitore, ma entrambi i protagonisti si preparavano ad una nuova partita, per un altro giorno.

 

 

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Yuri Averbach – cosa bisogna sapere sui finali 1

Yuri Averbach è attualmente il più anziano GM vivente.

Rinomato finalista lasciamoci guidare da lui in quello che è uno dei finali di scacchi più spettacolari.

Re e 2 cavalli contro re e pedone.

Se l’avversario si difende correttamente, non è possibile dare il matto con i due cavalli.

Se dopo 1. Cf6+ il Nero prosegue con 1. … Rh8 segue il matto con 2. Cf7#, ma se il Nero risponde con 1. … Rf8, evitando il pericoloso angolo, il matto non c’è più. Anche giocando 1. Ce6 e impedendo al Re nero di allontanarsi dall’angolo, il Bianco non riuscirebbe a dare il matto dopo 1. … Rh8.

Infatti il Bianco dovrebbe prima dare uno scacco di Cavallo quando il Re si trova in g8 (con Cf6, Ce7 o Ch6) e poi, quando il Re si trova in h8 potrebbe dare il matto con l’altro cavallo in f7.

Ad esempio se 1. Ce6 Rh8 dopo 2. Cf6 o 2. Ch6 si verificherebbe una posizione di stallo e il Bianco non avrebbe il tempo necessario per dare il matto in f7.

Re e 2 cavalli Vs. Re e pedone

Sarebbe tutto un altro discorso se il Nero avesse anche un pedone. In questo caso la presenza del pedone gli sarebbe nociva. Infatti non si verificherebbe lo stallo e il Bianco avrebbe il tempo per dare lo scacco matto.

In alcune posizioni, nelle quali il Nero ha un pedone contro due cavalli, il Bianco vince anche se il Re nero non si trova nell’angolo.

La teoria di questi rari finali è stata elaborata da A. Troizkij, uno dei fondatori della moderna concezione degli studi scacchistici, ma è troppo difficile per i principianti.

Limitiamoci perciò a vedere un solo esempio di come si può dare il matto, partendo da una posizione in cui il Re nero è già nell’angolo.

1. Ce4

1. … d2

Allo stesso risultato porterebbe 1. … Rh8 2. Cf6 d2

2. Cf6+

2. … Rh8

3. Ce7

d1=D

Ironia della sorte! Il Nero è riuscito a trasformare il suo pedone in Donna, ma prende lo scacco matto.

3. Cg6#

 

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Miniatura – Il trionfo del cavallo

Kostic Boris

Miniatura è chiamata quella partita che dura meno di 25 mosse.

In questa breve partita osserviamo il trionfo del cavallo di Boris Kostic.

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Samuel Reshevsky GM non professionista

Samuel Reshevsky

Samuel Reshevsky aveva otto anni quando cominciò a girare per l’America e per l’Europa, giocando a scacchi con i più forti giocatori dei due mondi. Ed era così bravo, che era anche in grado di giocare più partite contemporaneamente.

Una volta Sammy e il suo impresario incontrarono alla stazione un giocatore americano di nome Edoardo Lasker. Questi disse a Sammy che desiderava chiamare un taxi per andare all’albergo, ripromettendosi, lungo il percorso, di ammirare il paesaggio.

Samuel Reshevsky, al contrario, non dimostrò alcun interesee per questi aspetti turistici, e ad un certo momento chiese a Lasker se sapeva giocare a scacchi senza la scacchiera.

Naturalmente, Lasker rispose affermativamente; allora, Sammy propose senz’altro di giocare alla cieca.

Appena arrivarono all’albergo Sammy si buttò sul letto, e continuò a giocare la sua partita a scacchi come se nulla fosse.

Finalmente Lasker fece in modo di acquisire un decisivo vantaggio; e subito Sammy balzò dal letto e dichiarò:

  • “Ho fame: andiamo a cercare un ristorante dove si possa mangiare qualche cosa di buono!”.
Samuel Reshevsky – Robert James Fischer

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Benjamin Franklin e la passione per gli scacchi

Benjamin Franklin e gli scacchi

Benjamin Franklin (1706-90) fu un eminente statista e un famoso scienziato, oltre che scrittore e tipografo.

A tutto ciò si deve aggiungere la sua passione per gli scacchi.

Nella sua biografia egli narra di come nel 1733, dopo essersi accorto di quanto il gioco degli scacchi lo distogliesse dallo studio delle lingue straniere, decise di risolvere il problema stringendo un patto con il suo avversario: il vincitore di ciascuna partita avrebbe impartito dei compiti al giocatore sconfitto e quest’ultimo si sarebbe dovuto impegnare, sulla propria parola d’onore, ad eseguirli per intero prima della partita successiva.

Fu proprio Benjamin Franklin a scrivere il primo articolo sugli scacchi pubblicato negli U.S.A.

L’articolo, intitolato “La morale degli scacchi”, apparve per la prima volta sulla rivista Columbian nel 1786 ed è un elogio di quello stesso gioco che si era rivelato così fuorviante per gli studi dell’illustre cittadino.

Da allora è stato ristampato innumerevoli volte, finendo con l’essere pubblicato anche nel primo libro americano sugli scacchi, edito nel 1802.

Trovandosi in Inghilterra in veste di ambasciatore delle colonie americane, Benjamin Franklin fu anche invitato a disputare una partita di scacchi ufficiale con Lady Howe, a casa di quest’ultima.

Quella partita offrì tra l’altro a Franklin l’occasione di incontrarsi con il fratello della sua avversaria, il deputato Lord Howe, e discutere con lui della difficile situazione che si stava creando in Gran Bretagna, nella speranza di evitare lo scoppio di una guerra.

Nel 1779 Franklin era a Parigi, dove conobbe un’altra signora che coltivava l’arte degli scacchi: Madame Brillon. La loro passione per gli scacchi era tale che una volta i due si misero a giocare mentre Madame Brillon era addirittura in vasca da bagno!

 

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Scaccomatto – Poesia d’altri tempi.

Consultando il libro “giochiamo a scacchi” della “collana piccole strenne, abbiamo trovato un simpatico poemetto. Si intitola:

scaccomatto

  1. Tutti si scagliano – nel gran cimento.
  2. Avanzano i fanti – con ardimento
  3. Onde riprendere – con gioco astuto
  4. Anche il più piccolo – pezzo perduto.
  1. Cavalli irrompono – nella battaglia
  2. Colore d’ebano – color di paglia.
  3. Accorrono Alfieri – alabardati
  4. Nei campi lucidi – e levigati
  1. L’aste si frangono – in schegge mille
  2. Le spade cozzano – mandan faville
  3. Fino a che il Nero – senza un Pedone
  4. Perduto l’ultimo – fil di ragione
  1. Da scacchi multipli – ammartellato
  2. Già sente prossimo – l’estremo fato.
  3. Or più non regge – fa ancora un tratto:
  4. Non c’è speranza – è scaccomatto!

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Combinazioni negli esercizi di scacchi

Oggi osserviamo un paio di diagrammi. Sono esercizi di scacchi per imparare a padroneggiare le combinazioni.

Combinazioni

N° 1

Il bianco gioca 1. Axc6+ il nero replica con 1. … Rf8 spiegate:

  1. Perchè il nero non ha preso l’alfiere.
  2. Come il Bianco vince dopo la mossa del testo.

N° 2

Lo scacco di scoperta si realizza quando, muovendo un pezzo o un pedone “scopriamo” l’attacco di un altro nostro pezzo.

 

Soluzione n° 1

Dopo 1. … bxc6 segue 2. Dd8# in quanto l’alfiere in e7 è inchiodato.

Dopo 1. … Rf8 segue 2. Dd8+ Axd8 3. Te8#

Soluzione n° 2

La posizione si è verificata nella VasjukovCholmov (Mosca 1965).

  1. Cxc5! costringendo la Donna nera a occupare una casa dove sarà priva di difese. 1. … Dxc5 2. Axg7! Axg7 3. Dh5 h6 bisogna difendersi dallo scaccomatto in h7. 4. Af5xh7+! in questo modo il Bianco “scopre” l’attacco della Donna sulla quinta traversa dando scacco al Re. 4. … Rxh7 5. Dxc5 e il Bianco ha vinto.

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Svista di Magnus Carlsen al Tata Steel

La svista è uno dei temi tattici più frequenti tra giocatori amatoriali. Quando la svista è compiuta da un Campione del Mondo di Scacchi fa notizia.

Su Torre e Cavallo Scacco! del mese di Marzo viene riportata la partita in cui Magnus Carlsen ha compiuto una clamorosa svista.

Ci troviamo nel rinomato torneo di Wijk aan Zee.

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