Mario Bruscella e Riccardo Bruscella

Mario Bruscella e Riccardo Bruscella giocano a scacchi

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CIS 2018 Promozione Emilia Romagna – Real Time

CIS 2018 – Promozione Emilia Romagna – Concentramento Forlì

CIS 2018

CIS 2018 si Svolge a Forlì dal 16 al 18 Marzo 2018.

CIS 2018

6 le squadre inserite nel concentramento:

  1. Rimini 1
  2. Forlì B
  3. Accademia Scacchistica La Regina
  4. CSB Punto e Virgola Allievi
  5. Forlì C
  6. Rimini 2

Arbitro degli incontri è AN Sauro Lucchi.

CIS 2018 Abbinamento Venerdì 16 Marzo 2018 ore 20.30

Forlì B Vs. Forlì C

Forlì B – Forlì C = 2,5 – 1,5

1. Carrea Nicola – Petrini Roberto = 1-0

2. Versari Federico – Vallicelli Matteo = 1/2-1/2

3. Gaggioli Giulio – Pezzi Stefano = 0-1

4. Petroncini Sergio – Ravaioli Marco = 1-0

Cattolica Vs. Bologna

Accademia Scacchistica La Regina – CSB Punto e Virgola Allievi  = 1 – 3

1. Marco Sala – Michelangelo Sforza = 1-0

2. Marco Belemmi – Salvatore Provino = 0-1

3. Mario Bruscella – Livio Pirotti = 0-1

4. Massimo Tomasetti – Filippo Scudellari = 0-1

Rimini 1 Vs. Rimini 2

Rimini 1 – Rimini 2= 3,5 – 0,5

1. Pecci William – Sparvoli Federico = 1/2-1/2

2. Kakani Kirk – Semen Markov = 1-0

3. Scarpa Claudia – Savoretti Luca = 1-0

4. Scarpa Alessandra – Sparvoli Damiano = 1-0

 

CIS 2018 Abbinamento Sabato 17 Marzo 2018 ore 9.30

ForlìC Vs. Cattolica

Forlì C – Accademia Scacchistica La Regina = 1-3

1. Petrini Roberto – Sala Marco = 0-1

2. Pezzi Stefano – Belemmi Marco = 0-1

3. Ravaioli Marco – Tomasetti Massimo = 0-1

4. Bassetti Martino – Bertuccini Andrea = 1-0

Rimini 1 - Forlì B

Rimini 1 – Forlì B = 3,5-0,5

1. Pecci William – Monti Stefano = 1-0

2. Kakani Kirk – Carrea Nicola = 1/2-1/2

3. Scarpa Claudia – Versari Federico = 1-0

4. Scarpa Alessandra – Petroncini Sergio = 1-0

Rimini 2 Vs. Bologna

Rimini 2 – CSB Punto e Virgola Allievi = 0-4

1. Sparvoli Federico – Sforza Michelangelo = 0-1

2. Condello Carlo – Provino Salvatore = 0-1

3. Savoretti Luca – Pirotti Livio = 0-1

4. Sparvoli Damiano – Scudellari Filippo = 0-1

AN Sauro Lucchi

AN Sauro Lucchi dirige il CIS 2018 serie Promozione Emilia Romagna concentramento a Forlì.

CIS 2018 Abbinamento Sabato 17 Marzo ore 15.00

Forlì B - Rimini 2

Forlì B – Rimini 2 = 3,5 – 0,5

1. Monti Stefano – Sparvoli Federico = 1 – 0

2. Versari Federico – Condello Carlo = 1/2 – 1/2

3. Gaggioli Giulio – Ronchi Lorenzo = 1 – 0

4. Petroncini Sergio – Sparvoli Damiano = 1 – 0

Cattolica Vs. Rimini 1

Accademia Scacchistica La Regina – Rimini 1 = 1 – 3

1. Sala Marco – Pecci William = 1 – 0

2. Belemmi Marco – Kakani Kirk = 0 – 1

3. Tomasetti Massimo – Scarpa Claudia = 0 – 1

4.Bertuccini Andrea – Scarpa Alessandra = 0 – 1

Bologna - Forlì C

CSB Punto e Virgola Allievi – Forlì C = 2 – 2

1. Sforza Michelangelo – Petrini Roberto = 1 – 0

2. Provino Salvatore – Vallicelli Matteo = 0 – 1

3. Pirotti Livio – Pezzi Stefano = 0 – 1

4. Scudellari Filippo – Bassetti Martino = 1 – 0

CIS 2018 Abbinamento Domenica 18 Marzo ore 9.30

CIS 2018 Forlì B - Cattolica

Forlì B – Accademia Scacchistica La Regina = 3,5 – 0,5

1. Monti Stefano – Sala Marco = 1-0

2. Carrea Nicola – Bruscella Mario = 1 – 0

3. Versari Federico – Tomasetti Massimo = 1 – 0

4. Gaggioli Giulio – Bertuccini Andrea = 1/2 – 1/2

CIS 2018 Rimini 1 - CSB Punto e Virgola Allievi

Rimini 1 – CSB Punto e Virgola Allievi = 1,5 – 2,5

1. Pecci William – Dimiccoli Antonio = 1 – 0

2. Kakani Kirk – Sforza Michelangelo = 1/2 – 1/2

3. Scarpa Claudia – Provino Salvatore = 0 – 1

4. Scarpa Alessandra – Pirotti Livio = 0 – 1

Rimini 2 - Forlì C

Rimini 2 – Forlì C = 2,5 – 1,5

1. Sparvoli Federico – Petrini Roberto = 1 – 0

2. Minotti Tommaso – Pezzi Stefano = 1/2 – 1/2

3. Ronchi Lorenzo – Ravaioli Marco = 1 – 0

4. Sparvoli Damiano – Bassetti Martino = 0 – 1

CIS 2018 Abbinamento Domenica 18 Marzo 2018 ore 15.00

Forlì C - Rimini 1

Forlì C – Rimini 1 = 1,5 – 2,5

1. Petrini Roberto – Pecci William = 1 – 0

2. Vallicelli Matteo – Kakani Kirk = 0 – 1

3. Ravaioli Marco – Scarpa Claudia = 1/2 – 1/2

4. Forfait – Scarpa Alessandra = 0 – 1

CIS 2018 Cattolica - Rimini 2

Cattolica – Rimini 2 = 2,5 – 1,5

1. Sala Marco – Sparvoli Federico = 1/2 – 1/2

2. Bruscella Mario – Minotti Tommaso = 0-1

3. Tomasetti Massimo – Ronchi Lorenzo = 1 – 0

4. Bertuccini Andrea – Pecci Thomas = 1 – 0

CIS 2018 Bologna - Forlì B

CSB Punto e Virgola Allievi – Forlì B = 1,5 – 2,5

1. Dimiccoli Antonio – Monti Stefano = 0 – 1

2. Sforza Michelangelo – Carrea Nicola = 1/2 – 1/2

3. Provino Salvatore – Gaggioli Giulio = 1 – 0

4. Pirotti Livio – Petroncini Sergio = 0 – 1

 

CLASSIFICA

  1. Rimini 1  Punti 8 Punti individuali 14
  2. Forlì B Allievi  Punti 8 Punti individuali 12,5
  3. CSB Punto e Virgola Punti 7 Punti individuali 13
  4. Accademia Scacchistica La Regina Punti 4 Punti individuali 8
  5. Rimini 2 Punti 2 punti individuali 5
  6. Forlì C Punti 1 Punti individuali 7,5

Ringraziamo gli organizzatori dell’evento che hanno offerto acqua  Levissima a tutti i partecipanti. Grazie al Comitato Regionale Emilia Romagna che ci ha permesso di giocare nei pressi della nostra Accademia. Grazie all’Amministrazione Comunale di Forlì che ha messo a disposizione una Sede di Gioco Eccellente. Grazie al Circolo Scacchistico Forlivese che ha organizzato una Superba edizione del CIS 2018. Incertezza fino agli ultimi secondi per quello che concerne la conquista della Promozione in Serie C. Congratulazioni all’Arbitro Nazionale Lucchi Sauro. Lavoro preciso ed impeccabile il suo.

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Enrico Paoli – Consigli a bambini e per tutti

Enrico Paoli

Conobbi Enrico Paoli alcuni anni fa. Era avversario del Maestro Mario Voltolini. Nel Campionato Italiano a Squadre di Scacchi. Serie B o serie C.

Quando intravide una combinazione i suoi occhi sfolgorarono. Il Maestro riminese la vide a sua volta. I due concordarono la patta.

Ho riesumato un altro libro dal magazzino della Biblioteca Comunale di Cattolica.

GIOCARE BENE PER GIOCARE MEGLIO

Lezioni di pratica scacchistica

Di Enrico Paoli – Edizioni Mursia

Ci sono molti concetti interessanti. Assolutamente attuali. Ne riporto alcuni.

Non giocare meccanicamente

Uno dei difetti più gravi, che lentamente prende piede nello scacchista che ha studiato e praticato sovente alcune aperture, è di giocarle automaticamente, quasi mossa su mossa in risposta all’avversario.

Nella mia lunga pratica, ho incontrato molti grandi maestri: anche nelle mosse cosiddette forzate, cioà dove proprio non c’erano assolutamente altre risposte, lasciavano passare almeno un paio di secondi prima di muovere.

E’ una buona abitudine che può evitare parecchi guai. Naturalmente qui non si parla dello zeinot, ove la principale preoccupazione è quella di giungere alla mossa limite prima che la bandierina vi abbia decretato la sconfitta.

Mani in tasca!

Tarrash ripeteva:

Bisogna sedere sulle mani!

Io ho raccomandato molte volte a neofiti di tenere le mani in tasca. Talvolta bastano quei pochi secondi per tirarle fuori, prima di fare la mossa, per accorgersi che si sta per cadere in un trabocchetto o per commettere una sciocchezza e fermarsi a tempo.

Il GM Kotov raccomandava:

Quando il calcolo delle varianti è stato ultimato, bisogna anzitutto scrivere la mossa. Ho notato che la maggior parte dei GM segue questo metodo. Solo pochi fanno il contrario. E si deve scrivere chiaramente, con bella scrittura.

Molti maestri, specialmente stranieri, fanno così: scritta la mossa, la coprono con la biro.

Ma purtroppo anche qui talvolta si trovano i cosiddetti “dritti” che scrivono la mossa e “non” la coprono in modo da invitare l’altro a leggerla.

Immaginate se questi si trova in costrizione di tempo (zeinot): ne fa tesoro e si prepara a ribatterla il più prontamente possibile. Ovviamente, l’avversario ne farà un’altra, che “non ha scritto”, prendendovi di sorpresa e fornendovi la possibilità di sbagliare!

Ma la partita a scacchi è una lotta e quello che conta nella lotta è la vittoria o, e può essere un tipo di vittoria anche questa, la patta allorché la posizione era per noi catastrofica.

A parte questi casi moralmente criticabili, ma legalmente (la legislazione scacchistica internazionale non li prevede!) non perseguibili, bisogna ripetere che la mossa va fatta sempre previa riflessione. Talvolta anche la mancanza di allenamento può essere causa di errori più o meno grossi.

I professionisti dicono che per mantenersi in buon esercizio è necessario giocare circa cento partite all’anno, il che dà – ma solo sotto l’aspetto statistico – all’incirca due partite a settimana.

Ma se questo va bene per un professionista – il cui lavoro è esclusivamente dedicato agli scacchi (tornei, allenatore di circolo, rubriche periodiche su giornali e riviste, ecc.) quale nostro maestro avrebbe tale possibilità, allorquando è quotidianamente occupato per il suo lavoro? Eppoi di scacchi non si vive, a meno che non si sia dei “fuori classe”! O, al limite, che non si abbiano delle attività supplementari.

(Il regolamento della FIDE si è aggiornato ed attualmente la mossa deve essere trascritta dopo la sua esecuzione. n.d.r.)

L’errore in agguato

Ad ogni piè sospinto c’è la possibilità di fare un brutto capitombolo sulla scacchiera. Mentre in apertura e nel finale – guidati da libri in proposito – riusciamo, sia pure con qualche barcollone, a non cadere nel fosso, dobbiamo ammettere che nel mediogioco le cose si presentano meno facili. E’ qui il regno delle decisioni giuste o sbagliate e dove, spesso psicologicamente giustificato, si presenta improvvisamente dinanzi ai nostri occhi, con aspetto grifagno, l’errore che deciderà della nostra sorte.

Psicologia dell’errore

Un calzolaio aveva la sua botteguccia in un interrato e siccome c’era da scendere alcuni scalini per arrivarci, aveva pensato che sarebbe stata ottima cosa avvertire di ciò i suoi clienti.

Mise perciò, vicino all’ingresso, un cartello su cui figurava un premuroso avvertimento:

“Attenti agli scalini”

Arrivò un signore poco dopo e finì dritto disteso, pancia a terra, nel bel mezzo del locale.

Il calzolaio, preoccupato esclamò:

  • “Non ha visto il cartello?”.

La risposta fu:

  • “Lo stavo appunto leggendo”.

 

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Lisa Lane – Campionessa di scacchi americana

Lisa Lane e Bobby Fischer

Marianne Elizabeth Lane Hickey (nata il 25 aprile 1938) è un ex giocatrice di scacchi americana. La sua combinazione di bell’aspetto e abilità nel gioco degli scacchi l’ha resa una celebrità internazionale. Non ha mai ottenuto il titolo di maestro di scacchi. La sua foto è apparsa sulla copertina di Sports Illustrated. Lisa Lane è stata la prima di due soli giocatori di scacchi ad apparire sulla copertina (l’altro è stato Bobby Fischer nel 1972). C’erano articoli su di lei in:

  • Look
  • Newsweek
  • The New Yorker
  • molte altre riviste

Nella partita che segue la vediamo perdere con Krystyna Radzikowska. La GM polacca aveva per il gioco degli scacchi una passione più profonda ed i risultati le hanno dato ragione e gratificazioni.

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Levon Aronian – Ding Liren – Torneo dei Candidati

Levon Aronian - Ding Liren

Accolgo l’invito di Penelope ed analizzo la Levon Aronian – Ding Liren giocata nel 1° turno del Torneo dei Candidati che si sta svolgendo a Berlino.

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Stockfish e Komodo analizzano per noi

Stockfish & Komodo

Analizziamo una partità di scacchi giocata alla cieca.
Il Melody Amber ha visto nel 2011 la sua ultima edizione.

Sarebbe interessante riproporlo. Ora che sono saliti sulle scene nuovi GM il torneo sarebbe più appetibile.

Stockfish Komodo

2 anni dopo Karpov ha provato a prendersi la rivincita al torneo Corus 2003.

Anand ha sfoderato una novità in apertura.

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SCACCHI – Storia, controstoria e altre cose ancora

Articolo tratto da SCACCHI – Storia, controstoria e altre cose ancora – di Paolo Bagnoli, edito da Mursia.

SCACCHI

Che assortimento di tipi si incontrava alla Régence, nella seconda metà del “secolo dei lumi”!

Potevate incontravi Voltaire, Diderot, Rousseau, Robespierre, oppure, nei rari momenti di riposo, il primo console Bonaparte, che giocava volentieri a scacchi, ma odiava perdere, o Verdoni, l’italiano, che sistematicamente alleggeriva le tasche di chi osava sfidarlo, o, qualche anno dopo, quel bel tipo di Deschapelles, che giocava in modo fenomenale a biliardo, nonostante fosse privo della mano destra, appassionato di backgammon, whist, dama, scacchi.

(Verdoni era uno dei più forti giocatori europei dell’epoca. Frequentatore del Café de la Régence di Parigi, nel 1775 fu autore, assieme ai francesi Bernard, Carlier e Leger, del “Traité Théorique et Pratique du jeu des Echecs, par une Société des Amateurs”, noto comunemente come Traité des Amateurs. Dopo la pubblicazione del libro Verdoni si trasferì a Londra, dove divenne un giocatore professionista al Parsloe’s Coffee House di St. James Place, prendendo il posto di Philidor. A quanto scrive William Lewis, Philidor usava dire: “(Verdoni) c’est le premier joueur en Europe apres moi.” Löwenthal lo considerava il virtuale campione del mondo dal 1795, anno in cui morì Philidor, fino al 1804, anno in cui Verdoni morì a Londra.)

Negli anni immediatamente successivi alla restaurazione monarchica, Deschapelles suscitò l’ammirazione dei frequentatori della Régence con i suoi virtuosismi scacchistici, che non erano, però, simili a quelli di Philidor; il gioco di Deschapelles era brillante, temerario, approssimativo, ma piaceva, e, soprattutto, vinceva.

Alexandre Louis Honoré Lebreton Deschapellles era, quindi, un professionista del gioco, e visse di “poste” per diversi anni, fino a quando, nel 1821, non venne invitato ad un “torneo a tre” a Saint Cloud, al quale avrebbero partecipato, oltre a lui, l’inglese John Cochrane ed il francese Louis Charles Mahé de Labourdonnais, allievo di Deschapelles e già a quel tempo forte giocatore.

Deschapelles diceva: “Non mi interessa prendere, difendere, attaccare. Voglio dare scacco matto e basta”, mentre Labourdonnais aveva una visione più scentifica del gioco, anche se i concetti philidoriani presenti nel suo gioco venivano spesso stemperati o cancellati dal romanticismo incalzante. Cochrane era un giovane avvocato inglese, di famiglia aristocratica, che avrebbe poi trascorso buona parte della sua vita in India.

Vennero giocate moltissime partite, e Deschapelles si rivelò praticamente imbattibile nelle partite a vantaggio (che lui adoperava), cosicché la riunione terminò con una vittoria di Deschapelles, che poté intascare la posta in palio.

Ci rimane un documento, ed è una delle poche partite giocate “alla pari” tra Cochrane e Deschapelles, ed è il francese che perde.

Leggiamo quello che ha scritto Paolo Bagnoli sul libro “SCACCHI – Storia, controstoria e altre cose ancora” edito da MURSIA nel 1978

“Anche questa partita è piena di ingenuità, per il lettore d’oggi, eppure vi si trovano elementi caratteristici del periodo romantico, che ricorreranno nella letteratura scacchistica dell’Ottocento: la quasi totale mancanza di difesa, l’attacco a tutti i costi, il mito dell’arrocco come elemento indispensabile del gioco (e del vantaggio derivante dal far perdere all’avversario tale possibilità; in questa partita la perdita dell’arrocco da parte del nero non è stata determinante, mentre è stato determinante il tatticismo su di essa imperniato), la scarsa analisi in fase di finale.

Deschapelles abbandonò gli scacchi, forse perché timoroso di dover ammettere la superiorità del suo allievo Labourdonnais; riprese a giocare una quindicina d’anni dopo, con risultati complessivamente soddisfacenti, ma il suo caratteraccio rimase lo stesso; morì nel 1847, a 67 anni.

Scomparso Deschapelles, Labourdonnais ne ereditò le “funzioni”. Era costantemente presente alla Régence, e giocava con chiunque avesse un franco da mettere in palio. Veniva stipendiato dal circolo in qualità di segretario, e nel ’33 pubblicò un trattato sul gioco, che dedicò a Deschapelles. Il suo gioco era un misto di idee philidoriane e di irruenza romantica, e lo fece assurgere a traguardi notevoli; oltre ad essere considerato per anni ed anni il miglior giocatore di tutta la Francia, Labouronnais andò in Inghilterra, a sfidare il leone albionico nella sua tana. Presso il Westminster Club di Londra, infatti, giocava Alexander MacDonnell, irlandese d’origine, funzionario della Compagnia delle Indie Occidentali, che veniva considerato il miglior giocatore di Londra (e, quindi, dell’intera Inghilterra).

Fu un match faraonico (88 partite!) articolato in 6 fasi; il risultato finale fu favorevole al francese (+44 =14 -30).”

Che dire di questo libro. Ci affidiamo alla PREFAZIONE di Umberto Eco:

  • … solo di fronte al riso la situazione misura la sua forza: quello che esce indenne dal riso è valido, quello che crolla doveva morire. E quindi il riso, l’ironia, la beffa, il marameo, il fare il verso, il prendere a gabbo, è alla fine un servizio reso alla cosa derisa, come per salvare quello che resiste nonostante tutto alla critica interna. Il resto poteva e doveva cadere.

Umberto Eco, Elogio di Franti.

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Re – Un pezzo forte nel finale

La necessità di proteggere il Re con l’arrocco diminuisce via via che si verificano i cambi. Nel finale solitamente non c’è alcun bisogno di arroccare, e molto spesso il Re collocato al centro è in posizione sicura e insieme proficua. In Karpov- Korcnoj16ª partita del match – per il Campionato del Mondo 1978, dopo la 13ª mossa del nero la partita era passata direttamente dall’apertura al finale.

(1. e4 e6 2. d4 d5 3. Cd2 c5 4. exd5 exd5 5. Ab5+ Ad7 6. De2+ De7 7. Axd7+ Cxd7 8. dxc5 Cxc5 9. Cb3 Dxe2+ 10. Cxe2 Cxb3 11. axb3 Ac5 12. Ad2 Ce7 13. Cf4 0-0).

Karpov a questo punto giocò 14. 0-0 Tfd8 15. Cd3 Ab6 16. c3 f6 17. Tfd1

Dopo 17. … Rf7 non ebbe niente di meglio che portare il proprio Re più vicino al centro con 18. Rf1, ottenendo un vantaggio insignificante. E’ vero, il nero ha ancora il pedone d5 isolato, ma il bianco ha perso tempo prezioso con le mosse di Re.

Tal perciò suggerì come più forte l’immediata 14. Cd3!

14. … Ab6

15. Aa5

Il nero non ha niente di meglio che cambiare l’Alfiere e dopo 15. … Axa5+

16. Txa5

16. … Tfd8

17. Rd2!

Il bianco è chiaramente preferibile: il suo Re è attivamente collocato al centro, le sue Torri potranno premere lungo la colonna “a” (l’eventuale 17. … a6 del nero consentirebbe al pedone “b” di portarsi fino a b5 con effetti letali), mentre il pedone d5 resta una debolezza permanente.

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Platov – la passione fraterna per lo studio

Platov

Riscopriamo insieme il genio dei fratelli Platov.

Muove il bianco

Avviso:

  1. Fidatevi della vostra intuizione.
  2. Dedicate alla risoluzione almeno 10 minuti del vostro tempo.
  3. Vi è una linea che patta facile da visualizzare ed una linea che vince in cui dovrete trovare l’idea mostruosa tipica dello stile dei fratelli Platov. (Traduttore Google).

Mercoledì pomeriggio presso la sede invernale dell’Accademia Scacchistica “La Regina” si è prodotta sulla scacchiera una posizione simile.

Considerazioni:
  • Il pedone h sembra non possa essere promosso. Per via del colore del suo alfiere e della casa di promozione.
  • Dopo la spinta del pedone in f4 il bianco lo cattura al volo.

Tutto vero?! Vediamo.

  1. Rg2 Ad4

2. Rf1 Rf3!

3. Ad6 Af2!

4. Ac7 h5

5. Ad6 h4

6. Ae5 h3

7. Ac7 Ae3

8. Ad6 f4!

  1. In questa posizione dopo 9. Axf4 segue Rxf4 con idea Rg3-h2-h1=D.
  2. Su mosse di re il pedone vola dritto verso la promozione.
  3. Dopo mosse di alfiere diverse dalla cattura del pedone è possibile riprodurre uno scaccomatto in due mosse. A voi il piacere di trovare la soluzione.

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Humphrey Bogart e gli scacchi

Humphrey Bogart

Ne prendiamo notizia da un altro scacchista.

I patiti  del cinema si ricorderanno che la prima inquadratura di Rick (Humphrey Bogart) in Casablanca, ce lo mostra mentre gioca da solo una partita a scacchi. La scena era stata suggerita al regista, Mike Curtiz, dal protagonista stesso, perchè Bogie era anche lui uno scacco-dipendente.

Humphrey, probabilmente il più abile giocatore tra tutte le stelle del cinema, era ossessionato dagli scacchi fin dal tempo della scuola; nei momenti più duri della Grande Depressione, quando i giovani attori in attesa di essere scoperti guadagnavano ancor meno che in tempi normali, Bogie trovò il sistema di arrotondare il bilancio famigliare. In quegli anni viveva a New York, vicino ad un caffè in cui si giocava abitualmente a scacchi, anzi vi era un “esperto” fisso che sfidava i clienti per pochi spiccioli. Il nostro attore batté l’esperto così spesso che il proprietario del locale gli offrì di prenderne il posto. Humphrey Bogart rifiutò, ma facendo questo giochetto a Broadway, modificò sensibilmente il suo standard di vita.

humphrey bogart bacia lauren bacall

Anni e anni più tardi, quando ormai faceva il tutto esaurito a teatro, continuava il giochetto della sfida agli scacchi, solo che le cifre erano ben maggiori. Uno dei suoi biografi narra che Bogart era solito valutare i suoi amici in base alla loro abilità nel giocare a scacchi e a tenere l’alcool.

Lui aveva entrambi i vizietti. Sfortunatamente le uniche sue partite che conosciamo sono delle sconfitte subite contro grandi campioni.

Humphrey Bogart - Paul LimbosEcco qui Humphrey Bogart sul set de La regina d’Africa, che perde col campione belga Paul Limbos, mentre Lauren Bacall e Katharine Hepburn osservano:

La star di Casablanca non l’aveva sempre vinta. Art Buchwald batteva Bogie regolarmente. Anche il più famoso ristoratore di Hollywood, Mike Romanoff, non gliene faceva vincere una, tant’è vero che una volta riuscì a spillargli ben cento dollari, battendolo per venti volte di seguito. Humphrey Bogart incassò lo smacco, ma studiò una terribile vendetta. Chiamò Romanoff e lo sfidò ad un’ultima partita al telefono, per la stessa posta. Mike si sentì già altri cento dollari in tasca e restò intronato quando l’attore lo fulminò in sole venti mosse. Quello che non sapeva era che a fianco di Bogart sedeva Herman Steiner, il campione Usa di scacchi, che fondò il Club scacchistico di Hollywood.

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