Corso di scacchi per bambini occhio al cavallo

occhio al cavallo

La seconda lezione del corso di scacchi per bambini dai 7 ai 14 anni di livello intermedio, ha avuto luogo nella sede di Radio Talpa, mercoledì 8 novembre dalle ore 16 alle ore 18.

Erano presenti Davide Caminneci, Gani Sejdi, Dante Badioli e Alberto Tonti. Gli impegni scolastici si stanno facendo più corposi e qualche giovane scacchista a dovuto dare forfait per preparsi all’imminente compito in classe.

Mentre Dante ed Alberto si affrontavano in una partita amichevole, Davide e Gani hanno scelto di sfidare scacchisti più esperti, come Claudio e Joseph.

Gli adulti farebbero bene a prendere esempio da questi bambini che sportivamente si autoincoraggiano prima di incrociare i legnetti.

Terminate le partite abbiamo preso confidenza con la lezione del giorno:

Come approffitare di un cavallo posto in mezzo alla scacchiera!?

La posizione del diagramma si verifica nella difesa Alekhine il nero non fissa il pedone in e4 per mezzo della replica 1. … e5 e sviluppa il cavallo per fare pressione sulla casa centrale con l’idea di mangiare il pedone indifeso, ma tale pedone ora è libero e può attaccare efficacemente il Cavallo in f6!

Se il cavallo torna nella casa g8 il bianco si ritroverebbe con ben 3 tempi di vantaggio, quindi, dispone soltanto delle case e4 e d5 per sottrarsi all’attacco del pedone, poichè in h5 e in g4 sarebbe catturato dalla regina in d1.

Vediamo quello che può succedere se si porta nel nostro territorio.

Verosimilmente il nero è obbligato a muovere il cavallo in d5!

Alberto ha proposto di attaccarlo ancora per mezzo di 3. Ac4 che sviluppa un pezzo, ma ho fatto notare che il cavallo potrebbe portarsi in b6 attaccando a sua volta l’alfiere ed anche la mossa 3. … c6 potrebbe essere giocabile per indurre il bianco a giocare la scorretta 4. Axd5 che cede la coppia degli alfieri, ma tale strategia non è corretta, meglio giocare mosse buone piuttosto che tendere deboli tranelli all’avversario. Quindi abbiamo appurato che 3. c4 è una mossa di attacco più precisa, si attacca un pezzo avversario con uno di minor valore! A questo punto è stata proposta la mossa 3. … Cb4, ma ho fatto notare che il bianco si porta in vantaggio per mezzo della spinta 4. d4 che sottrae buone vie di fuga al cavallo ed anche 4. a3 è una mossa interessante che guadagna tempi di sviluppo sul pezzo troppo esposto del nero.

Davide è stato fiero di proporre 4. d4 che consolida il pedone in e5 e permette all’alfiere in c1 di entrare in gioco!

Ho fatto notare che dopo solo 4 mosse di apertura il bianco si è impossessato del centro, il nero ha soltanto girovagato con il proprio cavallo, se non vuole soccombere velocemente deve reagire urgentemente per mezzo di leve che mettano pressione ai pedoni troppo avanzati del primo giocatore.

4. … d6 è una mossa che soddisfa le nostre priorità, attaccare la punta della catena pedonale e aprire la strada per lo sviluppo di un pezzo.

Il pedone in e5 è attaccato, il nero minaccia di catturarlo e di cambiare le regine nella casa d1, facendo perdere l’arrocco al re bianco. E’ stato proposto di difenderlo per mezzo di 5. Af4, questa è stata l’imbeccata giusta per esporre il concetto, “difendi con il pezzo di minor valore”! 5. f4 è una mossa solida, il quarto pedone si porta in avanti supercontrollando il centro! Il bianco uscirà dalla fase di apertura con un piccolo vantaggio, per ora non è nostra priorità studiare come potrebbe continuare la partita, ma è utile osservare cosa può succedere su 5. Af4

Davide e Gani ci hanno salutato, per loro era giunta l’ora di rincasare, quindi abbiamo fatto esercizi di tattica per mezzo di due semplici quiz.

Il nero ha il vantaggio di un pezzo, deve evitare che il bianco riesca a barattare il proprio pedone d3 con quello in e5. A tale scopo il nero deve conquistare l’avamposto in d4 con il cavallo b8. Come fare?!

Alberto ha trovato immediatamente la soluzione, il cavallo raggiunge d4 dalla casa c6, dopo essersi installato in d4 il re nero si porterà nel pressi del pedone d3 e dopo averlo catturato insieme al pedone in e4 procederà nella conduzione a regina del pedone in e5!

Ho posto nelle mani di Alberto e Dante un cavallo nero per ciascuno. Ho montato la posizione del diagramma dicendo loro:

  • “Eseguite la mossa più incisiva”.

Come in una corsa di galoppo i cavalli sono piombati in f3, lo scacco che permette di catturare la regina in d4 e pareggiare il finale, ma attenzione!

Qui i bambini hanno messo il piede in fallo!

Dopo 1. Rg2 Cxd4 2. Rf2 è stata proposta Cc2 che attacca la torre in e1, dimenticandosi di quello che avevo spiegato loro nella prima lezione di scacchi di livello intermedio, a ragion del vero per Dante questa era la sua prima lezione.

3. Te4 Il cavallo sarà ben presto dominato Ca3 4. Tb4 Cc2 5. Tc4 Ca3 6. Tc5

Con l’ausilio del re il bianco catturerà il cavallo che si trova intrappolato
Cb1 7. Re3 Ca3 8. Rd3 Cb1 9. Rc2 Ca3+ 10. Rb2

il cavallo cade e sappiamo già come dare scaccomato con re e torre!

Nella posizione del diagramma si può notare come il bianco abbia costretto re e cavallo del nero a rifugiarsi sulla ottava traversa, la posizione ai neofiti potrebbe sembrare persa, in realtà il nero è riuscito a costruire una fortezza!

  1. … Cf7+! Il cavallo prende d’assedio il re bianco!

a 2. Re6 segue la ritirata 2. Cd8+! per non ripetere la posizione il re bianco è costretto a portarsi in f6.

Questa è una posizione chiave da ricordare! Il cavallo si porta in c6 attaccando il pezzo pesante, è corretto rilevare che anche Rf8 avrebbe condotto al pareggio, tuttavia…

La torre bianca è sotto attacco, se 3. Tc7 segue 3. … Cd8! Tornando a controllare la casa e6! Il re bianco non riesce ad avvicinarsi e non vi è modo di assaltare la fortezza costruita dal nero!

Al termine di questa nozione sulla tecnica difensiva ho concesso ai bambini di svagarsi con alcune partite semi-amichevoli, per la prima volta hanno sperimentato l’emozione di giocare con l’ausilio dell’orologio!

Mercoledì 15 novembre è prevista la terza lezione del corso di scacchi gratuito per bambini, alle ore 16, sempre nella sede di Radio Talpa.

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Chess Academy Anatoly Karpov

La Chess Academy di Anatoly Karpov  è stata inaugurata il 10 luglio a Pula, Anatoly Karpovin Sardegna, presso il resort Forte Village, notevole il clamore mediatico che ha visto anche la presenza di Sky Italia.

Stefano Meloccaro ha intervistato il 16 volte Campione del Mondo Anatoly Karpov, svariando su vari argomenti, dai celebri match con Garry Kasparov, passando per l’impegno politico del GM russo, ai suoi progetti futuri, vedi la sua scuola di scacchi nel mondo, presente già in 40 paesi e che vanta ben 200 accademie in Russia e di quella che è per ora la sua prima accademia estiva presente in Italia! Entro i prossimi due anni nella Federazione Russa, gli scacchi diventeranno materia scolastica obbligatoria, forse, una partnership con Anatoly Karpov sarà di buon auspicio per vedere riconosciuto anche nel nostro ordinamento scolastico, il giusto ruolo che una disciplina sportiva come gli scacchi meritano di avere!

Nel numero di ottobre di Torre e Cavallo Scacco è stato pubblicato un interessante articolo del Maestro Ludwig Rettore, di cui estrapolo la sua intervista al GM Anatoly Karpov.

Colpisce vedere una leggenda vivente come Karpov alle prese nel ruolo anticonvenzionale d’insegnate. Ciò è dovuto alla ricerca di nuovi traguardi?

Quando ami fortemente qualcosa è naturale secondo me cercare di trasmettere quello che provi. Far giungere al di là la tua passione. Un pò come passare il testimone in una staffetta.

Spera di trovare tra questi ragazzi un nuovo Anatoly?

Intanto un buon insegnante cerca di valorizzare le prerogative dell’allievo anche se sono molto diverse dalle sue. Quindi non mi aspetterei mai un vero e proprio “Karpov“. In secondo luogo il primo grande obiettivo di un insegnate è far amare ciò che insegna. Il testimone nella fattispecie è quella sensazione d’amore che per gli scacchi io ho sempre provato. Importa relativamente dunque quanto l’allievo sia promettente o talentuoso. Indubbiamente, però, il miglioramento è pure un aspetto non secondario. Una grande passione priva di una crescita costante non avrebbe infatti un terreno troppo fertile.

Il taglio del nastro rosso con Lorenzo Giannuzzi è parso un momento storico. Viene così inaugurata in Italia la prima scuola di Karpov?

Qua a Forte Village verrà inaugurata l’Accademia Scacchi di Anatoly Karpov, un progetto che intendo portare avanti in tutto il mondo e nel quale il mio coinvolgimento sarà più diretto. Non si può però parlare di prima scuola di Karpov, perchè il mio primo intervento in questo senso è stato a Berlino trent’anni fa, appena prima della caduta del muro, spostandosi successivamente a Baden Baden. Da allora il mio nome si è insediato in almeno quaranta nazioni con altrettante accademie. L’idea di divulgare un’arte come gli scacchi è sempre stato all’apice dei miei obiettivi. Penso che la carriera di giocatori non basti a completare il senso di un’esistenza votata a una materia in cui si è sempre creduto. Ecco il perchè della necessità di creare una scuola.

Notevole. Eppure non sembra che Karpov si sia rassegnato ad abbandonare la carriera di giocatore. Recente è infatti la patta con Svidler al Campionato Russo a squadre.

Fisiologicamente posso diminuire il numero di eventi a cui partecipare. Ma come potrei mai abbandonare definitivamente gli scacchi a cui ho dedicato la vita?

Fischer ha agito proprio così.

Amore e paura sono in contrapposizione. Fisher aveva verosimilmente un grande amore per il gioco. Ma alla fine aveva anche una grande paura di perdere. Questo è proprio uno dei messaggi peggiori che possono essere dati ai nostri ragazzi. La possibilità di abbandonare qualcosa di meraviglioso per il timore della sconfitta.

Vuole dire che Bobby Fischer nel 1975 ha rinunciato al mondiale per paura?

E’ la risposta più probabile. E ci tengo a rilevare che, se così fosse, si tratterebbe appunto di un errore. Nessuna sconfitta può cancellare quello che hai costruito fino a quel momento e anzi dovrebbe solo darti nuovi stimoli per migliorare.

Eppure la paura coinvolge molti giocatori; si dice che Kasparov ad esempio fosse in una sorte di panico nel primo mondiale contro di lei. Karpov ha mai avuto questo genere di paura?

E’ toccato anche a me, assolutamente. Ribadisco però che l’esempio migliore provine da quei campioni che non cedono alla paura e che non abbandonano per questo gli scacchi. Viktor Korchnoj era un giocatore estremamente ingegnoso e per tutta la vita ha voluto liberare il suo ingegno sulla scacchiera, nondimeno fu così per Mihail Tal. Questi sono dei validi esempi nella storia agonistica degli scacchi.

Voci sotterranee a Mosca dicono appunto che Kasparov fosse pronto ad abbandonare gli scacchi dopo quel 5-0 nel primo match. Alcuni sostengono che sia stata la volontà di Karpov a salvarlo.

E’ una considerazione lusinghiera, ma non è così. Non sono stato io a salvarlo, ma le autorità di Mosca. Si era certi del suo talento e allo stesso tempo che lui non ne fosse più certo. Si sapeva che non avrebbe mai potuto vincere il match. Il fatto che avrebbe abbandonato gli scacchi è noto. Da metà del match in avanti le pressioni che ho subito per salvare “il talento di Baku” non hanno avuto confini. Dovevano rimettere in sesto il campioncino e ci sono riusciti. Purtroppo alle verità ricostruite e documentate ne sono sopraggiunte altre assai più celate di cui né io né presumibilmente lo stesso Kasparov erano a conoscenza. Dettagli che alla fine si rivelano sostanziali nella ricostruzione di tutto. Il problemo principale è che sopra di noi c’erano degli orchestranti politici senza alcun rispetto per gli scacchi e per lo sport in genere. E il Ministro dello Sport russo in primis ha messo seriamente a repentaglio la mia carriera. La cosa più grave è che spesso gli scacchi sono diretti da gente che del gioco non capisce proprio nulla!

Kasparov sosteneva che era lei a orchestrare il tutto e che faceva così per evitare in tutti i modi il confronto.

Infatti si è visto come ho evitato il confronto! Non solo ci siamo incontrati (cinque volte -nda), ma alla fine ho rinunciato persino al vantaggio di due lunghezze che avevo ottenuto sulla scacchiera. Direi che l’ingenuità delle parole dell’allora giovane Garry sono la miglior testimonianza a mio favore.

Rammarichi?

Uno solo. Enorme. Non aver lottato con tutte le mie forze sin da subito affinché i nostri mondiali avvenissero fuori dall’Unione Sovietica. Le cose sono infatti migliorate solo a partire dal match di Siviglia.

Che tipo di ricordo rappresentano i mondiali con Kasparov?

Nonostante tutto la qualità del gioco che insieme siamo riusciti ad esprimere è stata notevole e non può che rappresentare un ricordo positivo.

Tra i capolavori di Anatoly Karpov di quei match amo mostrare ai miei ragazzi la “White Key Simphony” come la definì il pianista Taimanov. Anche se in quel caso avverto la mossa De5 come una stonatura. Com’è che ha voluto rovinare l’opera d’arte e non giocare De6?

Una grave mancanza artistica, sono d’accordo! [Karpov ride apertamente, ma presto ricompare sul suo volto il disappunto] Si capisce come fosse salito il livello degli scacchi a quel punto, eppure il nostro gioco era comunque in terribile discesa come popolarità. E tuttora è difficile accettare quale incredibile vantaggio abbiamo dilapidato a partire dal match tra Fischer e Spassky. Facendo un paragone con una partita di calcio è come andare al riposo con il vantaggio di quattro reti a zero e poi alla fine perdere miserabilmente la partita. L’annullamento di questo vantagio denota una carentissima capacità da parte del vertice della piramide. Il mondo intero seguiva gli scacchi e in pratica a queso mondo intero è stata chiusa la porta in faccia!

Nonostante tutti i dissapori, Kasparov l’ha suportata per la concorrenza alla presidenza della FIDE contro Ilyumzhinov. Non è sorprendente considerato quanto si è detto? Alla fine ha voluto che questo vertice della piramide fosse rappresentato proprio da Anatoly Karpov.

Non vedo cosa vi sia da stupirsi se l’alternativa è Ilyumzhinov. Le divergenze tra me e Kasparov sono notevoli, ma alla fine per quanto distanti siano alcune idee, siamo comunque estremamente vicini quando dall’altra parte c’è l’inconsapevolezza stessa degli scacchi.

Il Presidente della FIDE è un incompetente assoluto?

Procede alla cieca nell’inconsapevolezza più totale. Propria di chi non sa nulla degli scacchi e non sa dove andare a parare. Suoi sono i terribili campionati del mondo a eliminazione che hanno prodotto vincitori non credibili dalla comunità internazionale e che infine hanno allontanato appassionati e sponsor.

Tra i vincitori non credibili intende Grandi Maestri come Kasimdzhanov?

Per carità è un ottimo giocatore. Ma il titolo di Campione del Mondo richiede un’altra levatura. Ricordo ad esempio che Kasimdzhanov commise l’errore di iscriversi a un open subito dopo aver conseguito il titolo e arrivò 45°. Chiaro che poi gli sponsor scappano e anche la popolarità del gioco retrocede. Questo per quanto la coppa del mondo appaia… “spettacolare”.

Biasima anche l’attuale formato per il titolo di Campione del Mondo?

Peggio di prima era impossibile. Ilyumzhinov procede appunto alla cieca… va a sbattere, poi cerca di rimediare. Così la situazione oggi è un pò migliore, ma ancora lontana dall’essere accettabile. Fischer fece una dura battaglia affinché si compilasse un libro con una serie di regole e provvedimenti determinanti in merito al campionato del mondo. Quell’opera fu conclusa da me e messa in atto per il match con Korchnoj. Quelle pagine sono oggi distrutte, polverizzate dalla FIDE.

In Italia la nostra Federazione si è astenuta nel voto. Questo nonostante lei godesse di molta popolarità e fosse principalmente appoggiato sui social.

Questo è il problema. Alla fine le persone che vogliono davvero cambiare il sistema, che effettivamente tengono agli scacchi, non votano. E’ molto semplice. Gli scacchisti non votano. A votare sono le persone al vertice della piramide, che per lo più non hanno alcuna relazione con gli scacchi. Ed è evidente che astenersi significa favorire Ilyumzhinov, visto che non si risolve certo un problema con l’indifferenza. L’astensione è semplicemente un voto negativo che rallegra chi è al comando. Sinceramente: cosa avrebbero deciso gli scacchisti italiani? Perché la loro volontà non è stata rappresentata? Ecco: questa è la regola. Viviamo in un mondo dove a decidere degli scacchi non sono scacchisti. Dopodiché Makropoulos ha sempre saputo come fare pressione sulle varie nazioni per garantire il mantenimento della leadership internazionale.

Parole piuttosto severe.

Non abbastanza. A dirla tutta, gli scacchi sono forse sì il gioco più bello del mondo. Ma ad essere del tutto sincero non esiste nessun altro gioco, nessun altro sport, nessun’altra realtà che a livello politico abbia lo stesso livello di dittatura, di corruzione, di mafia come il nostro. Non è così nel calcio, non è così nell’atletica, non è così in nessun altra disciplina. Fidati. Siamo schiavi in un sistema incastramato, gestito da burocrati arroganti, privi di sensibilità per gli scacchi. Un mese prima delle elezioni per poter essere eletti dichiarano che il bilancio è sano. Un mese dopo il bilancio torna drasticamente in rosso. Le nazioni di tutto il mondo tremano per le loro volontà. In questi termini scalzarli è quasi impossibile.

E non si può far nulla per cambiare questa situazione?

L’unico deux ex machina è la stampa. Non è facile imbrogliare quando certi fatti arrivano alle orecchie di tutti. Come ho detto, però, la popolarità degli scacchi non è sufficiente per creare risonanza. Si capisce a questo punto anche perché la FIDE si comporti in maniera avversa al professionismo, che invece io e Kasparov cerchiamo di promuovere nel mondo.

Come vede invece i nuovi campioni che sono stati partoriti? Anche’essi subiscono l’influenza politica o sono genuini?

Nell’ultimo mondiale a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere, sia Carlsen che Karjakin si sono dimostrati certamente due validi campioni. Eppure anche in questo caso abbiamo avuto un match estremamente scadente per quel che riguarda il trattamento del finale. La colpa non è da attribuire tanto a loro, quanto a un formato ormai tristemente accettato che sacrifica questa parte del gioco. I professionisti purtroppo sistanno adattando a una conduzione agonistica della partita che come è logico annichilisce totalmente l’ultima fase del gioco. Gli obbrobri a cui abbiamo assistito nel match sono la conseguenza di un imposizione dall’alto. Non si possono giocare con così pochi secondi finali così interessanti e profondi.

Un anno fa in una chiacchierata con Yuri Averbach, il più anziano Grande Maestro del pianeta, era emerso dalle sue parole un forte disappunto proprio intorno alla conduzione dei finali da parte delle nuove stelle. Tuttavia lui si riferiva proprio alla carente disciplina nella preparazione. Proponendo come esempi il mancato successo nel finale di donna contro torre di Svidler, l’incapacità di vincere la posizione di Philidor nel finale torre e alfiere contro torre da parte di Caruana, per non parlare degli innumerevoli alfiere e cavallo contro re andati a vuoto.

Sono in piena sintonia con Averbach e sono d’accordo che quello che manca è proprio una scuola più profonda che valorizzi al meglio il finale. Ribadisco perà che se questi ragazzi non imparano questi finali elementari, la ragione è proprio legata al fatto che è subentrata una concezione pratica del gioco. Disprezzo questo modo di concepire gli scacchi, ma ahimé temo sia subordinato ai tempi di riflessione non idonei.

Meglio le doppie cadenze come imponeva Alexander Bach all’Aeroflot?

Ecco un altro eroe dei nostri tempi! (evidente citazione dal romanzo di Lermontov – nda) Tanto per cambiare, estromesso da chi ha il potere. Tuttavia una scuola che insegni la bellezza e il valore dei finali può comunque mitigare il problema, dal momento che non è impossibile trattare decentemente certe posizioni anche a corto di tempo con un’adeguata conoscenza.

La scuola russa si rivela ancora la migliore del mondo, nonostante tutto; i migliori finalisti rimangono i russi e anche nell’ultimo mondiale, comunque la mettiamo, Karjakin è stato abile nella sua costruzione dei vari esiziali bunker. Nondimeno a primeggiare alle ultime olimpiadi è stata la “non scuola” statunitense. Come lo spiega?

Beh, sono da sempre le filosofie di questi due mondi. La Russia costruisce, l’America compra. Scuola versus Scuola degli altri. Si è rivelato così anche nella scienza e nella tecnologia. Negli scacchi senza fare tanti sforzi hanno ottenuto So dalle Filippine e Caruana dall’Italia, nonostante provenissero da realtà completamente differenti. Non li biasimerei troppo comunque, gli USA hanno sempre millantato questa loro peculiarità. L’unico consiglio che mi sentirei di dargli è di stare attenti, perché quando si investono così tanti soldi su un giocatore bisogna poi avere la certezza che il campione sia genuino.

Chi, a proposito di campioni dei giorni nostri, sente di apprezzare maggiormente?

Dovendo aggiungere un nome ai già citati Carlsen e Karjakin inserirei senza dubbio Aronian, un giocatore estremamente creativo e interessante.

E Kasparov?

E’ da qualche anno che non lo vedo, da quando si è stabilito in America. Ho visto che ha ripreso a giocare. Spero possa realizzare là quello io sto cercando di realizzare in quest’altra parte del mondo. Trasmettere anzitutto che gli scacchi non sono uno strumento di potere, ma unicamente un’arte da amare.

Dal 10 luglio al 3 settembre 2017 Anatoly Karpov ha disputato 3 esibizioni in simultanea con i bambini che hanno seguito le lezioni dell’accademia seguiamo gli ultimi istanti di quest’ultima.

Il GM russo ha vinto tutte le partite, il Maestro Ludwig Rettore ci segnala la più spettacolare, nel cui finale si può ammirare l’inossidabile tecnica cristallina di Anatoly.

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Corso di scacchi per bambini

corso di scacchi per bambini

Il corso di scacchi gratuito, riservato a bambini dai 7 ai 14 anni è giunto alla quinta lezione e mercoledì 1 novembre si è tenuto nella sede di Radio Talpa.

Ora, possiamo considerarlo di livello intermedio, seguendo i link potrete leggere i temi trattati nelle altre lezioni:

  1. Corso di scacchi gratuito per bambini prima lezione
  2. Corso di scacchi gratuito per bambini seconda lezione
  3. Corso di scacchi gratuito per bambini terza lezione
  4. Corso di scacchi gratuito per bambini quarta lezione

Considerato che il giorno era di festa non siamo rimasti stupiti dal lieve calo nel numero dei presenti!

Alle 15.30 sono arrivati Alberto Tonti con suo fratello Federico Tonti e ne abbiamo approfittato per ripassare lo scaccomatto con la torre, dopo circa un quarto d’ora ci hanno raggiunto Nicola Terenzi e Pietro Bugo ed alle 16.15 è arrivato anche Gani Sejdi!

In circa mezz’ora di lezione abbiamo sviluppato vari temi

  1. Promozione del pedone: Il re che raggiunge la 6° traversa posizionato davanti al proprio pedone vince in tutte le varianti. Nella posizione della foto, se la mossa spetta al nero, il re bianco si posiziona nella casa d7 se il re nero si pone nella casa f8, mentre si posiziona nella casa f7 se si posiziona nella casa d8 ed il pedone è inarrestabile. Se la mossa spetta al bianco dopo 1) Rd6 – Rd8; 2) e6 – Re8; 3) e7 – Rf7 segue 4) Rd7 ed il pedone sarà nuovamente promosso.

La posizione del diagramma e quella alla quale deve aspirare il difensore: Se la mossa spetta al bianco dopo 1) Rd6 – Rd8 [conquistando l’opposizione del re] la partita si avvia ad un rapido pareggio; se 2) Rd5 segue Re7! se 3) Re5 segue Re8! tornando alla posizione di partenza. Al posto di 2) Rd5 il bianco può provare a spingere il pedone ma dopo 2) e7 – Re8; 3) Re6 si produce una posizione di stallo! Se la mossa spetta al nero dopo aver posizionato il re in e7 ed aver conquistato l ‘opposizione , il bianco non può fare progressi poiché se si posiziona in d5 od in f6 il nero replicherà con Re8! Quando il re bianco avanzerà nella sesta traversa il re nero non farà altro che riconquistare l’opposizione! Ecco una possibile variante: 1) … – Re7!; 2) Rd5 – Re8!; 3) Rd6 – Rd8! 4) e7 – Re8; 5) Re6 stallo!

Si detiene l’opposizione quando, con la mossa all’avversario, il proprio re si trova sulla stessa colonna, traversa o diagonale del re nemico ed è separato da esso da un numero dispari di caselle.

2. Imparare a usare al meglio i propri pezzi: La torre è un pezzo molto forte. Per accrescerne il valore è meglio posizionarla su colonna aperta, in modo da poterla infiltrare nelle file nemiche. Se ne abbiamo la possibilità è meglio posizionare entrambe le torri su colonne aperte. Ancora migliore è raddoppiare le torri sulla colonna o colonne aperte!

Quando controlliamo una colonna aperta con la torre, possiamo usare il nostro pezzo pesante per penetrare nelle linee nemiche. In questo esempio si può notare come la torre in campo avversario attacchi due pedoni, uno dei due cadrà: Dopo Te7, se il nero protegge il pedone d7 con Rc8 o Td8, il bianco può catturare il pedone f7, se il nero protegge il pedone f7 con Tf8, il bianco può catturare il pedone in d7.

Sono stato felicemente sorpreso nel constatare che i bambini si sono accorti subito che dopo Te8+, il nero può replicare con Txe8, ma la successiva Txe8# produce lo scaccomatto!

3. La torre può dominare il cavallo: ho chiesto ai bambini per quale motivo la torre ha un valore superiore a quello del cavallo, mi hanno risposto che la torre si muove in orizzontale e verticale, mentre il cavallo si muove a L. Giusto, ma nella posizione della foto si capisce bene perchè la torre è superiore al cavallo; il cavallo è dominato, non può effettuare mossa senza che sia catturato dalla torre; il re bianco non può correre in suo soccorso ed il re nero catturerà il cavallo passando dalla casa d2 o dalla casa b4.

Massimo Tomasetti, che aveva appena finito la partita con Claudio Benelli, è intervenuto facendo notare che il cavallo è imprevedibile e può dare il doppio a re e torre! E’ esatto, ma re e torre posso produrre lo scaccomatto, mentre re e cavallo, non sono in grado di farlo!

La lezione è terminata con i bambini che hanno giocato qualche partita amichevole, riuscire a riprodurre per la prima volta lo scaccomatto del barbiere deve essere fonte di grande soddisfazione!

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Federico Sparvoli giovane talento del circolo scacchi DLF Rimini

Federico Sparvoli
Federico Sparvoli Vs. Marco Belemmi

Ho conosciuto Federico Sparvoli il 7 ottobre 2017, quando una sua vittoria contro Carlo Condello, all’ultimo turno del 1° semilampo DLF Rimini, mi ha privato della gioia di conquistare una nuova vittoria presso il circolo nel quale ho conquistato tanti Campionati Provinciali di Rimini.

Forse un giorno riuscirà a seguire le mie orme, avendo riconosciuto in lui uno stile che mi ha caratterizzato per buona parte della mia gioventù, per il momento, sono io che osserverò dall’alto il suo percorso.

Nelle sue partite ho riconosciuto lo stile del Maestro Mario Voltolini. Sistema Colle e Variante del Dragone nella difesa Siciliana, due sistemi a lui cari. Anche se in occasione della nostra prima partita, risalente oramai a circa 25 anni or sono, mi sconfisse giocando la difesa Francese, che da allora divenne il mio cavallo di battaglia.

Turno 1

Affrontare a colori invertiti il proprio sistema di gioco e un pò come guardarsi allo specchio. Al primo turno del 2° torneo semilampo DLF Rimini, Marco Belemmi ha dovuto affrontare le sue paure. Deviando dalla linea principale ha evitato linee di patta, conducendo Federico in un sentiero, probabilmente, a lui ancora sconosciuto.

Turno 2

Al secondo turno Federico Sparvoli ha incontrato Vitaly Huzo. Ancora una deviazione nella linea principale della Lasker-Pelikan, che questa volta è stata punita con un gioco sfavillante da parte di Federico.

Turno 3

Nel terzo turno Federico Sparvoli ha affrontato un suo coetaneo. Lorenzo Ronchi è più grande di un anno e con i suggerimenti del Maestro Voltolini sarà presto capace di giocare partite di buon livello. Vediamo fronteggiarsi questi due giovani talenti in una partita di attacco, difesa e controattacco. Purtroppo la scheda di memoria si è riempita quando i fuochi di artificio stavano per esplodere sulla scacchiera!

Turno 4

Il quarto turno ha visto primeggiare la scuola armena. Albert Mkrtchyan maggiorenne da un anno, è stato un avversario troppo ostico per il giovane Federico.

Turno 5

Al quinto turno Federico si è confrontato con la scuola cubana. Victor Valdez Diaz mi raccontava che a Cuba si gioca a scacchi sulla strada anche per 24 ore di seguito! Forse un giorno anche a Cattolica vi sarà una scuola di scacchi aperta 24 ore su 24!

Turno 6

Ultimo turno in famiglia per Federico Sparvoli (12 anni) e Damiano Sparvoli (10 anni). Dopo i successi conseguiti dalla Famiglia Costantini, dalla Famiglia Muccini e dalla Famiglia Lucchi, altri fratelli terribili cresceranno nella scuola scacchistica riminese, che in passato tanti successi ha mietuto nei campionati italiani giovanili!

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Come insegnare scacchi ai bambini

bambini

Ho letto svariati articoli a riguardo, quindi, posso apportare l’esperienza di terzi e l’esperienza personale!

  • Alcuni ritengono che i bambini in tenera età, non sono idonei ad apprendere le regole del gioco degli scacchi! Niente di più falso! Dai 4 anni in avanti i bambini sono perfettamente in grado di capire il movimento dei pezzi e riprodurlo correttamente sulla scacchiera! Josè Raul Capablanca apprese il gioco degli scacchi, guardando giocare suo padre. Ben presto fu in grado di sconfiggerlo! Se guardiamo in casa nostra, il pluri Campione Italiano GM Michele Godena cominciò a muovere i legnetti all’età di 4 anni. Ancora più precoce il Maestro Internazione Denis Rombaldoni, per non parlare di suo fratello, il GM Axel Rombaldoni. Il padre Andrea Rombaldoni mi confidò di come a Denis piacesse rovesciare gli scacchi e non aveva ancora 3 anni! Il talento si sviluppa precocemente, magari non tutti diventeranno maestri affermati, ma iniziare il gioco in tenera età aiuta e non poco!
  • Il bambino apprende per emulazione! Mettete una scacchiera sul tappeto e sedetevi accanto a vostro figlio. Eseguite correttamente il movimento dei pezzi riproducendo una partita giocata dai maestri. Svolgete l’esercizio quotidianamente ed il risultato vi sorprenderà! E’ naturale, bisogna munirsi di un pò di pazienza. Prima di capire come evitare il matto del barbiere impiegai una quindicina di partite, se un adulto perde ripetutamente nel medesimo modo figuriamoci a quali difficoltà può andare incontro un bambino. Tuttavia la sua mente è molto più elastica e a noi interessa che impari ad eseguire correttamente i movimenti. Al risultato si comincerà a pensare superati i 6 anni, quando cominceranno i primi tornei giovanili!
  1. La Russia ha creato capostipiti di campioni. La loro scuola era rinomata in tutto il mondo ed è stata di esempio per fior fiore di istruttori! Durante l’intervallo i bambini praticano un gioco molto simile agli scacchi, chiamato corsa di pedoni. Il gioco consiste nel posizionare sulla scacchiera soltanto i pedoni ed il re. Lo scopo è riuscire a promuovere per primi o in alcune varianti mangiare tutti i pedoni avversari! Insegnate al bambino come cattura il pedone e fategli notare che due pedoni che si contrappongono sono reciprocamente bloccati!
  2. Il secondo step che il bambino deve conquistare è la valorizzazione della coppia degli alfieri! L’alfiere cattura esattamente come il pedone. Il suo movimento sarà quindi di facile assimilazione. Fate notare che quando gli alfieri operano in coppia sono in grado di controllare tutta la scacchiera!
  3. E’ giunto il momento di insegnare al bambino il movimento della torre, che si può muovere verticalmente come il pedone, ma che ha la facoltà di muoversi anche orizzontalmente! Mostrate quante caselle può percorrere la torre se si trova su colonna aperta. E’ ancora troppo presto per spiegare il concetto di spazio negli scacchi, ma buttare semi in un terreno florido come la mente del bambino, permetterà di raccogliere meravigliosi fiori in un breve lasso di tempo!
  4. Capire il movimento del cavallo è il compito più complesso. Fate vedere al bambino il movimento a L. Mettete l’equino su un qualsiasi punto della scacchiera e chiedete al bambino di raggiungerlo! Non è importante se non eseguirà il percorso più breve, a noi interessa che impari il movimento corretto del cavallo, che è anche il pezzo più divertente e non stupitevi se diventerà il suo preferito, portandolo con se a dormire sotto il cuscino!
  5. E’ giunto il momento di scendere in battaglia. Posizionate sulla scacchiera: – Torre, Cavallo, Alfiere e pedoni. Chiedete al bambino di giocare con voi, ancora una volta, lo scopo sarà quello di riuscire a promuovere un pedone o catturare tutti i pezzi avversari!
  6. Quando il bambino avrà preso sufficiente confidenza con i pezzi, potete introdurre nel gioco la regina. Mostrate quanto è potente la donna, che può eseguire sia la mossa dell’alfiere che quella della torre. Sgombrate la scacchiera dagli altri pezzi. Posizionate la regina in una delle quattro case centrali e chiedete quali caselle è in grado di controllare!
  7. Finalmente anche il re può fare il suo ingresso trionfale sulla scena! Il movimento del re è molto semplice ed il bambino lo apprenderà senza difficoltà! Nelle prime partite osserverete il vostro fanciullo muovere prevalentemente re e pedoni, non allarmatevi e lasciatelo libero di sperimentare!
  8. Posizionate tutti i pezzi sulla scacchiera e fate assimilare al bambino il concetto di scaccomatto. Riproducete una semplice partita come lo scacco matto del barbiere (di cui abbiamo parlato all’inizio di questa guida su come insegnare gli scacchi ai bambini).
  9.  I bambini hanno già preso confidenza con il pedone, che può raggiungere l’ottava traversa. Ora che conosce tutti i movimenti di ogni singolo pezzo, istruitelo sul concetto che un pedone non può rimanere in ottava traversa. Prima che la mossa sia conclusa è obbligatorio sostituirlo con un pezzo qualsiasi, ad eccezione del re, anche se il pezzo non è stato catturato; si possono avere sulla scacchiera anche 9 regine!
  10. Una regola speciale, che può causare qualche turbamento nel bambino, è l’enpassant; tale mossa è molto sottovalutata. E’ altresì opportuno assimilarla senza esitazioni; nel corso del mio primo torneo, il mio avversario mi sorprese con quella mossa a me sconosciuta e la mia posizione fu irrimediabilmente compromessa!
  11. Il nostro compito di istruttori primari è quasi giunto al termine. Non ci rimane che insegnare ai bambini, come si esegue correttamente l’arrocco; questa mossa speciale, in cui si muovono due pezzi nel medisimo tratto, è una portentosa mossa di difesa e di attacco! Molti esordienti evitano di arroccare, lasciando che il proprio re venga mattato nella casa di partenza. Insegnate a vostro figlio che il re è il pezzo più importante del gioco e che quindi la sua protezione è essenziale!

Non mi resta che dare qualche ultimo consiglio per aiutarvi ad essere dei bravi insegnati!

  • Rendete le vostre spiegazioni divertenti. Parlate dei pezzi come fossero dei soldati e la partita come fosse una battaglia, non è poi così lontano dalla realtà!
  • Incoraggiate i bambini in continuazione. Fategli notare tutte le mosse buone che esegue e dategli un premio se riesce a concludere una partita senza commettere errori. Il risultato finale non pregiudica la gratificazione, l’importante è giocare!
  • Se siete dei bravi oratori, raccontate una storia mentre eseguite le mosse. All’inizio giocare le combinazioni è una peculiarità che solamente un enfant prodige riesce ad effettuare con accuratezza, ma la memoria è tipica della giovinezza e se mostrerete loro una partita accuratamente commentata, saranno in grado di riprodurla con soddisfazione per tutta la famiglia!

BUON DIVERTIMENTO!

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