Pearl Sydenstricker Buck e gli scacchi

Pearl Sydenstricker Buck

Osserviamo la scrittrice americana Pearl S. Buck (1892-1973) vincitrice del Premio Nobel nel 1938. Fotografata nella biblioteca della sua casa nel Doylestown in Pennsylvania.

Abbraccia la nipote Susan, sotto gli amorevoli sguardi delle figlie Joanna e Mary Chieko.

La fotografia di Reginald Davis (1925-2018)  è stata scattata nel 1965.

Pearl Sydenstricker Buck - German-Negro - Afro-Tedesco
Ritaglio della rivista Jet corrispondente del 7 aprile 1958. Riporta la decisione di adottare un’altra figlia da parte della vincitore del Nobel per la Letteratura Pearl S. Buck.

Per vincere un premio nobel una qualche illuminazione la si deve avere.

Tutto ciò che fai dopo viene sbattuto in prima pagina ed analizzato con occhio ipercritico.

Possiamo considerare Pearl Sydenstricker Buck come un emblema dell’integrazione. Capace di apprendere una lingua straniera e di renderla propria, come fosse la madrelingua.

Che abbia usato la cultura per districarsi dalla selva di conformismo, al quale sembrava dovesse essere relegata non stupisce.

Che abbia usato il linguaggio degli scacchi come mezzo di educazione è conseguenza logica.

GENS UNA SUMUS direbbe il Presidente.